Se Siete Giù di Morale, Pensate Che C’è Chi Sta Peggio. Tipo Matteo Renzi.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il suo intervento alla kermesse Leopolda 5 "Il futuro è solo l'inizio" a Firenze, 24 ottobre 2014.
Italian Prime Minister, Matteo Renzi, talks during his speech at the meeting Leopolda 5 "The future is only the beginning" in Florence, Italy, 24 October 2014.
ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

La Leopolda compie sei anni. E li porta malissimo.

So che non sapete cosa sia quindi ve lo spiego. In pratica è un raduno di tre giorni (quest’anno 11-13 dicembre) nato nel 2010 quale frutto delle affinità elettive tra Matteo Renzi e Giuseppe Civati, quando entrambi condividevano il sogno di “far tremare i vecchi palazzi” e prima che uno dei due, dei vecchi palazzi, diventasse il perfetto e più illustre inquilino.

La Leopolda, sede della kermesse, è una stazione ferroviaria di Firenze, e infatti credo non mi lamenterò più per la gente che gira a Rogoredo dopo le 21.30. Renzi deve avere alle sue spalle una tostissima squadra di geni del marketing, perché l’incontro è stato negli anni titolato con slogan a metà tra scienza, innovazione e talk show di Magalli del sabato mattina: Prossima fermata ItaliaBig BangViva l’Italia VivaDiamo un nome al futuroIl futuro è solo l’inizio, per chiosare con l’appena conclusa Terra degli uomini.

Peccato che il futurismo in Italia si sia concretizzato solo sul retro delle monete da venti centesimi. Sì perché Renzi, posseduto dal sacro fuoco della rottamazione politica, apre l’evento incitando le folle con uno squillante “Abbiamo rovesciato il sistema politico più ge-ron-to-cra-ti-co d’Europa!” mentre dalle prime file gli fa ciao Franco Bassanini, settantacinquenne, ex ministro, eletto sette volte tra Camera e Senato e altre sette tra commissioni e giunte parlamentari, presidente fino allo scorso luglio della Cassa Depositi e Prestiti e dulcis in fundo consigliere in materia economica a Palazzo Chigi. Non sarà gerontofilia ma una certa passione renziana per il vintage traspare.

Subito dopo quelli che ci sono da troppo tempo si notano quelli che non ci sono proprio. In primis le “donne vincenti” della scena sportiva, che Renzi avrebbe voluto si esprimessero in qualità di portavoci di un’Italia coraggiosa, unita, di successo, da record, medaglie e ovaie d’oro. E invece niente. La Pellegrini annuncia su facebook che non si presenterà (e che in realtà non è stata nemmeno formalmente invitata), idem la Cristoforetti, che all’invito della Boschi risponde con un lapidario “ho altri impegni”, buca dell’ultimo minuto anche da parte delle tenniste Pennetta e Vinci. E pensare che Renzi si era anche sforzato di andare a New York con volo di stato per andarle a vedere.