Si Apre la Settimana delle Elezioni Usa, Mercati Azionari in Rosso

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BOE e FED non muovono i tassi. Si apre la settimana del voto negli USA, con Trump in rimonta ma Clinton ancora favorita. Sui mercati azionari globali la maglia nera spetta al Ftse Mib, che da lunedì ha ceduto il 6,2% (24% da inizio anno).

Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

Brexit. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea non sembra più essere così immediata. L’Alta Corte inglese ha stabilito che il governo necessita del permesso del parlamento per avviare le negoziazioni volte all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, innescando speculazioni di un possibile rinvio o di un ammorbidimento dei termini della Brexit.

Bank of England e Federal Reserve. Settimana di banche centrali. Bank of England e FED, anche se con preoccupazioni diverse, confermano la loro politica monetaria. Da una parte Janet Yellen sembra aspettare l’elezione del nuovo Presidente per vedere la reazione dei mercati, dall’altra Mark Carney si trova a dover fronteggiare una sterlina debole ed un’inflazione galoppante.

Clinton vs Trump. Nubi in casa Clinton. L’FBI ha pubblicato 129 pagine di documenti sull’inchiesta relativa alla grazia concessa dall’allora presidente Bill Clinton al finanziere americano Marc Rich. I sospetti sulle donazioni di Rich ai Clinton, contenute nelle carte pubblicate, rischiano di influenzare il voto del prossimo 8 novembre. Trump ha guadagnato dei punti nei sondaggi ma la poltrona della Casa Bianca, al momento sembra ancora della Clinton.

Mercati

Azionario

Settimana di vendite sui listini azionari globali. La maglia nera spetta al nostro FTSEMIB, che ha perso in settimana il 6,2% e poco più del 24% da inizion anno. Vendite anche sul mercato americano (-1,8%) e su quello giapponese (-2,5%).

Il miglior mercato da inizio anno continua ad essere quello degli emergenti (+11,4%).

Obbligazionario

Il mercato obbligazionario non prende una direzione netta. Il decennale USA chiude la settimana con un rendimento del 1,776% in lieve calo rispetto alla precedente settimana. L’incertezza del mercato azionario post elezioni ha contribuito a far aumentare la domanda di asset sicuri. Il Bund si trova a 0,127% mentre il nostro BTP sale, rispetto alla settimana precedente, all’1,722%.

Rendimenti sostanzialmente invariati nel mercato corporate investment grade europeo e americano.

Valute & Commodities

Settimana positiva per l’euro, che si rafforza nei confronti del dollaro grazie anche alla decisione della FED di non variare i tassi almeno per questo mese. La sterlina prende forza.

Settimana negativa per il petrolio, che perde quasi il 9% e scende sotto i 50 dollari al barile (45,3). Sembra che l’accordo di Algeri sia ormai un lontano ricordo e che le tensioni tra i vari Paesi produttori siano sempre più alte.

Agenda

Ecco i dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della prossima settimana e la stima del consensus (fonte: Bloomberg).

Europa – L’agenda della prossima settimana sembra abbastanza tranquilla. A livello di zona eruo saranno resi noti  i numeri delle vendite al dettaglio del mese di settembre. Iniziano ad arrivare i primi dati sulla produzione industriale, sempre riferiti al mese di settembre, per Germania, Francia, Italia e Regno Unito.

USA – Settimana tranquilla anche dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. Sono attesi i dati sulle scorte di petrolio greggio e l’indice di fiducia del Michigan per il mese in corso.

Giappone – Nessun dato di rilievo.

BRICS – Dalla Cina in settimana arriverannno i dati relativi all’inflazione e alla bilancia commerciale. Calcolo dell’inflazione anche per il Brasile, insieme ai numeri delle vendita al dettaglio di settembre. In Sud Africa sarà pubblicato l’andamento della produzione manifatturiera di settembre.