Sialkot, la Capitale Mondiale dei Palloni da Calcio

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Anche nella Coppa del Mondo organizzata in Brasile, in più della metà dei casi i componenti delle differenti nazionali si sono affrontati giocando con palloni “made in Pakistan”. Infatti, nella storia dei recenti mondiali, precisamente da “Italia ’90”, il paese pakistano è sempre rimasto uno dei maggiori produttori mondiali di palloni da calcio. 

Per i mondiali brasiliani la nazione asiatica ha prodotti circa il 50% dei palloni, mentre la restante parte è stata assegnata dal main sponsor Adidas a competitor come India, Thailandia e Cina che, negli ultimi anni, hanno dato sfogo al loro sviluppo tecnologico migliorando le capacità di efficienza delle aziende e, conseguentemente, i profitti. La cosa che più incuriosisce, però, è che la produzione del Brazuca, il noto pallone disegnato appositamente per la competizione odierna, è quasi tutta concentrata in una città pakistana: Sialkot.

Situata nel nordest del Paese, Sialkot è stata colonia inglese durante il periodo del “British Rule” (che si estendeva anche al territorio della vicina India). Proprio da quella vena britannica si creò il ruolo della città. Nel 1889, infatti, i coloni inglesi, impazienti di attendere l’importazione di palloni dalla Madrepatria per praticare il “loro football”, avviarono una produzione in loco. Soddisfatti dei risultati ottenuti, continuarono a svilupparne la fabbricazione. Nel 1982, i loro palloni furono usati per la prima volta in quella Coppa del Mondo a noi così cara. Oggi la città conta più di 1.6 milioni di abitanti e di 100 fabbriche finalizzate a questo business.