Siamo Veramente l’Unica Specie con il Senso del Divino?

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In tutte le società umane, contemporanee e antiche, alcuni mucchi di pietra venivano spesso utilizzati per indicare sentieri o luoghi importanti. Per tutte le società umane antiche, la disposizione delle pietre in particolari luoghi, assumeva un significato mistico-religioso. Un team di ricercatori, tedeschi e americani, ha recentemente osservato alcuni gruppi di scimpanzé nella foresta della Repubblica di Guinea che si dedicano alla costruzione di cumuli di pietra nelle vicinanze di enormi alberi. Quasi come facevano i nostri antenati umani, gli scimpanzé edificano tempietti, dolmen, menhir, dando un senso alla disposizione delle pietre. Eventuali affinità fra il modo di accumulazione delle pietre degli scimpanzé, e quello dei nostri antenati, potrebbero cambiare ciò che sappiamo sulla storia della nostra specie.

Già da tempo sappiamo che gli scimpanzé utilizzano pietre per macinare il cibo o usano bastoncini per estrarre gli insetti dai tronchi. Conosciamo anche i loro rituali, eppure ha veramente sorpreso gli scienziati quello che hanno ripreso alcune telecamere nascoste nella foresta della Repubblica di Guinea. Queste telecamere hanno ripreso alcuni scimpanzé che disponevano le pietre secondo uno schema particolare. Da questi comportamenti si evince che i nostri lontani cugini potrebbero possedere un senso del sacro e forse anche del divino, ma su quest’ultima parte vi sono ancora molti dubbi. Rimane ancora da chiarire in che misura e con quali cautele possiamo parlare di un istinto magico-religioso, ma la scoperta di questi atteggiamenti suggerisce che l’intero spettro dei comportamento degli scimpanzé potrebbe essere molto più ampio di quello che conosciamo attualmente.

La scoperta ha suscitato grande entusiasmo presso la comunità scientifica e non solo. La situazione però è molto più complessa di quello che sembra. In una intervistata riportata da New ScientistLaurie Santos, psicologa cognitiva della Yale University, ha sottolineato come ancora non sappiamo come interpretare questo comportamento. La psicologa afferma anche: “Nella mia esperienza con le scimmie i rumori spesso hanno una funzione comunicativa, come nel caso dei maschi che vogliano essere dominanti, così il mio istinto mi porta a dire che questo comportamento possa funzionare in un modo molto simile”. La costruzione di piccoli altari di pietra, infatti, comporta anche che i sassi vengano scagliati contro gli alberi, producendo grande rumore. Di tutt’altro avviso è, invece, Laura Kehoe, ricercatrice dell’Università Humboldt di Berlino ed esperta di effetti delle attività umane sulla biodiversità. La studiosa, ha spiegato al Guardian il perché del suo enorme stupore. “Quello che abbiamo scoperto ci ricorda il nostro passato. Segnare i percorsi e i territori con cumuli di pietre è un passaggio importante nella storia dell’uomo”.

E’ importante notare che fra il gesto dello scimpanzé, che consiste nel collegare delle canne di bambù per raccogliere una banana, e l’atto creatore  che caratterizzava i primi antropiani, esiste una cesura che molti ritengono insormontabile. Per André Leroi-Gourhan, etnologo, archeologo e antropologo francese, esiste una differenza qualitativa fra il gesto dello scimpanzè e la creazione di un utensile da parte dell’uomo. L’uomo costruisce l’utensile in previsione di possibili utilizzi futuri, intravede la forma dell’oggetto prima che si pervenga fisicamente alla sua costruzione. Se gli scimpanzé abbiano il senso del divino e siano quindi ancora più simili a noi, rimane, per il momento, qualcosa di indecifrabile. Un cambiamento di paradigma potrebbe imporsi solo dopo molte osservazioni e considerazioni attorno le modalità attraverso le quali si conducono determinati esperimenti sui primati. Questa scoperta però ci pone davanti un grande quesito al quale, forse, mai riusciremo a rispondere: Siamo veramente l’unica specie con il senso del sacro e del divino?