Simulare la Realtà Attraverso le Emoji è Possibile?

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Secondo Nicky Case, inventore del gioco web interattivo “Simulating the World”, la quotidianità e soprattutto i suoi eventi globali, ambientali e macroeconomici possono essere ben simulati grazie alle Emoji. Per capirci di più, prima di tutto, occorre intendere la differenza tra le ben più conosciute, emoticon, e le emoji.

Le emoticon

Per quanto riguarda le emoticon, non è chiaro né il vero inventore nè la data precisa in cui sono state per la prima volta pensate, ma considerando il periodo primo come quello dell’era di Internet,  si può affermare che fu nel 1982 l’informatico Scott Fahlman a suggerire che nel sistema messaggistico della Carnegie Mellon University, si sarebbe potuto usare “🙂” e “🙁” per distinguere le battute dalle affermazioni. Queste, le “emotion icon”, cioè emoticon.

Le emoji

Passando al nostro argomento di discussione, le emoji, sono state create alla fine del 1990 dalla NTT DoCoMo, società di comunicazione giapponese. Fu in particolare  Shigheta Kurita, un membro del team che si occupava della piattaforma web mobile i-mode, a creare la prima emoji. Il primo set di 172 emoji da 12×12 pixel è stato creato nell’ambito delle funzioni di messaggistica di i-mode per facilitare la comunicazione elettronica e come caratteristica aggiuntiva per distinguersi da altri servizi. Il nome viene dalle parole giapponesi  a “e” + “moji”, e si può tradurre con pittogramma. Le emoji sono infatti immagini, trattate dai computer come lettere di una lingua non occidentale, alla stregua dei segni grafici del cinese o del giapponese. Per questo motivo, i software, devono essere in grado di supportarli, e ogni azienda ha il suo modo, la sua “lettura”, ecco perché non sempre vengono visualizzate correttamente.