Slowfunding: la Startup che Valorizza il Patrimonio Immobiliare Italiano

Slowfunding

Usare il crowdfunding  per ottenere, grazie al co-investimento di piccoli e medi investitori privati, le risorse necessarie per recuperare gli innumerevoli immobili di valore in fase di degrado sparsi per l’intero territorio italiano  con il fine di valorizzarli e riattivarli secondo nuove logiche di utilizzo: questa è la mission di Slowfunding.  Dalla masseria in Puglia fino alla cascina in Toscana: la penisola italiana conta all’incirca 2 milioni di immobili abbandonati.

Abbiamo incontrato Lia Brisacani, CMO/ Creative Director, per conoscere meglio questa nuova realtà tutta italiana.

Lia, spiegaci meglio in cosa consiste Slowfunding…

Slowfunding nasce da un bisogno semplice: salvaguardare e dar nuova vita ad un patrimonio di potenziale valore che oggi versa in stato di abbandono, attraverso l’unione di capitali provenienti da investitori privati che insieme possono recuperarlo. Si tratta semplicemente di mettere in contatto i vari soggetti e i loro interessi economici differenti, facendoli convergere su uno comune scopo, cioè creare valore attorno ad un immobile.

Una parte preponderante del patrimonio immobiliare privato italiano è in una fase di declino inesorabile. Quello di cui ci siamo resi conto è che molti proprietari non sono disposti a vendere i loro immobili, bensì vorrebbero riattivarli e magari creare al loro interno un’attività produttiva. Nonostante questo, l’immobile inutilizzato rappresenta per loro  un problema in termini di costi per il recupero, i quali sono crescenti nel tempo, e di tassazione sempre più stringente. Ciò che manca loro sono le risorse economiche necessarie per realizzare i loro progetti: un  eco-villaggio,  un agriturismo oppure un bed&breakfast. Il nostro modello intende proprio sovvertire quest’impossibilità di azione rendendola possibile attraverso un sistema win-win capace di creare valore per tutte le parti coinvolte. Per questo non vogliamo limitarci al semplice recupero, ma dare nuova vita al patrimonio immobiliare italiano creando valore sia per i proprietari che per gli investitori: il concetto del riutilizzo è per noi fondamentale!

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Su quali basi è fondato questo modello win-win?

Chi partecipa alla campagna di crowdfunding riceve un beneficio dall’immobile, secondo varie modalità:  dall’acquisto di una quota di proprietà, all’affitto fino al godimento per brevi soggiorni o vari rewards.

Coinvolgere le persone all’interno di queste operazioni a fronte di un reward è un’operazione che interessa i proprietari degli immobili che hanno così la possibilità di  recuperare risorse che altrimenti difficilmente potrebbero ottenere. Dall’altro canto interessa anche gli investitori perché questo genere di investimenti consente loro di beneficiare di un immobile con un ticket di ingresso ridotto, una riduzione delle spese relative all’acquisizione e alla gestione dell’immobile, nonché vantaggi fiscali.

Al momento il è una landing page perché le campagne sono in via di costruzione, ma molte sono però le richieste che ci arrivano da potenziali investitori per avere informazioni sul portafoglio di immobili in cui potrebbero eventualmente investire.

Quali sono state le tappe di sviluppo di Slowfuding fino ad oggi?

Nel 2014 abbiamo vinto “Working Capital Accelerator”, iniziativa di Telecom Italia. Questo ci ha consentito di vincere un Grant di 25.000€ ed di prendere parte al programma di accelerazione di TIM#WCAP di Milano. Siamo arrivati in WCAP semplicemente con un’idea quindi quest’ultimo anno è stato per noi fondamentale nella fase di sviluppo del nostro progetto. Per l’estate contiamo di essere online con le prime campagne di crowdfuding.

Prima di tagliare il traguardo di Working Capital, Slowfunding si è aggiudicata due “premi speciali” durante la TechGarage Basilicata 2014, finale della business plan competition Start Cup Basilicata ed è stata inoltre selezionata  da Intesa SanPaolo durante la StartUp Initiative Smart Building & Construction 2014, vincendo la possibilità di presentare la propria idea imprenditoriale davanti ad un’audience di circa 100 potenziali investitori finanziari e partner industriali. Inoltre, è risultata una delle start up finaliste della 12° edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione 2014 di Sassari dove ha potuto presentare il proprio Elevator Pitch davanti alla giuria tecnica e rientrare tra le prime quattro startup in Italia nella sezione ICT, oltre ad aver preso parte all’Expo dell’Innovazione del 4-5 dicembre 2014 sempre a Sassari.

La composizione del team è uno dei criteri fondamentali utilizzati per la selezione dei progetti all’interno del programma di accelerazione di TIM #WCAP. Parlaci del vostro team…

Attualmente il team è composto da 4 persone, 3 dei quali siamo architetti, essendo il nostro progetto incentrato su tematiche immobiliari, ma ciascuno di noi ha competenze specifiche differenti che sono risultate fondamentali nello sviluppo nel progetto.  Domenico Dimichino, CEO, è architetto e ha conseguito un Ph.D. in “Architecture and Urban Phenomenology” come esperto per il recupero e la valorizzazione degli immobili di pregio e centri storici. Anche io che ricopro il ruolo di CMO/ Creative Director, sono  architetto e ho conseguito lo stesso Ph.D  in “Architecture and Urban Phenomenology” specializzandomi nella progettazione di Architetture Sostenibili e materiali tecnologici, conseguentemente ad un master in bioarchitettura. Innocenzo Langerano, COO,  anche lui architetto, ha esperienza internazionale nei mercati emergenti dove ha maturato competenze nelle aree di project management.  Infine c’è Felice Cifarelli, CTO, ingegnere informatico con esperienza come software engineer in Vodafone Germany e senior consultant in Fastweb.

Com’è stata la vostra esperienza in TIM #WCAP?

La nostra esperienza in WCAP la riteniamo una tappa fondamentale del nostro processo di sviluppo. Come ho già accennato,  siamo entrati nel programma di accelerazione semplicemente con un’idea. Grazie ai tutor e agli advisor, abbiamo avuto la possibilità in pochi mesi di strutturare il progetto e di trasformarlo a poco a poco in un’azienda, seppur ancora in fase di startup. Abbiamo avuto inoltre la possibilità di creare intorno ai noi una rete di professionisti e persone che ci ha consentito di confrontarci, capire e crescere. Questo è stato davvero il valore aggiunto di quest’esperienza: il network con cui abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto.