SmartAnalytica, il Tuo Sguardo sul Mondo: The World Economic Forum

Durante gli incontri del World Economic Forum di questa settimana verranno poste delle riflessioni sullo stato mondiale dell’economia e dei diritti umani, quali la parità dei sessi e la discriminazione dei migranti, con l’intenzione di “migliorare lo stato mondiale”, secondo la dichiarazione di Klaus Schwab, fondatore dell’iniziativa.

In vista di questo impegno, il Segretario Generale NATO J. Stoltenberg ha affermato che le sfide che si presentano oggi all’ Europa e di conseguenza al mondo, sono le piu’ minacciose della nostra generazione e che vi è necessità di rafforzare le misure di difesa verso oriente. Atti terroristici e incursioni russe sono identificate come le minacce militari piu’ impellenti da contenere, partendo dal rafforzamento e pattugliamento dei confini, Turchia inclusa. Per esempio settimana scorsa la Svezia ha ripreso a pattuagliare i confini con la Danimarca, dove per oltre mezzo secolo non vi era stato bisogno di mostrare nemmeno un documento. Questi episodi ritengo siano molto indicativi della situazione di crisi e pressione a cui siamo sottoposti, con  il rishio di un vero e proprio effetto domino che pieghi i risultati di Schengen e metta a serio rischio la libera circolazione dei cittadini. Di conseguenza, la moneta e lo stesso mercato sarebbero a rischio.

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Tuttavia il tema di fondo di questi incontri sottolinea la natura incerta e complessa degli eventi che ci aspetteranno, come le tensioni in medio oriente, il rallentamento dei paesi emergenti, finanze pubbliche sempre piu delapidate e la necessità di riforme all’interno dell’UE. A questo proposito, il ministro delle dell’economia inglese G. Osborne ha rivendicato in primis la necessità di un’integrazione digitale per rafforzare il mercato, screditando il bisogno per regolamentazioni eccessive, affermando che l’UE deve essere adattata a una struttura dinamica e veloce seppur solida, in modo da far fronte alla prossima crisi del debito pubblico o di un flusso eccessivo dei migranti. La verità, sottolinea l’ex primo ministo T. Blair, è che anche le nazioni scontente dell’operato dell’Unione, se fossero isolate avrebbero comunque bisogno di rinnovarsi per stare al passo con la competizione globale.