Smartweek Intervista Paolo Brosio: “L’Isis? Il problema siamo noi”

Brosio

I recenti attentati di matrice jihadista che, negli ultimi mesi, hanno insanguinato l’Europa sono diventati la prova tangibile di un Occidente ormai sotto attacco. A finire nel mirino della minaccia terroristica, oltre alla popolazione, alle istituzioni e a sentimenti come la serenità e la spensieratezza che città simbolo europee come Bruxelles o Parigi possono regalare, sono stati anche una serie di principi cardine della società occidentale, come la cultura e la religione.

Per capire qualcosa di più su quella che ai nostri occhi appare a tutti gli effetti come una Guerra Santa 2.0, noi di Smartweek abbiamo deciso di approfondire l’argomento con una delle voci più autorevoli del mondo giornalistico in materia di fede: Paolo Brosio.

Giornalista, scrittore e conduttore televisivo noto negli Anni ’90 per essere stato una delle voci a raccontare da vicino l’inchiesta di Mani Pulite, Paolo nel 2009, dopo un periodo travagliato della sua vita, riscopre la fede cattolica e la spiritualità legata alla Madonna di Medjugorje. Un percorso che oggi lo colloca tra le personalità di riferimento in materia di fede e religione.

Questa la nostra intervista.

Paolo, come giudichi questo momento particolare che l’Europa sta attraversando?

“Penso che ci sia un rischio concreto che l’Europa vada in difficoltà. La possibilità di una deriva irrefrenabile da un punto di vista spirituale, religioso ed etico è sotto gli occhi di tutti. Più che l’Isis in questo momento il problema siamo noi”.