Smartweek Racconta Carlos Slim Helù, il Controverso Magnate Messicano di Telefonia e Tabacco

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Carlos Slim Helù è nato a Città del Messico nel 1940, da genitori cristiano-maroniti originari del Libano. È il più importante imprenditore nel campo delle telecomunicazioni in Messico, a capo di Telmex, Amèrica Mòvil e Telcel – che, insieme, controllano oltre il 70% della telefonia mobile in America Latina e contano oltre 100 milioni di utenti. Possiede più di 200 società in Messico, che qualcuno infatti chiama “Slimlandia”, ed è stato additato da Forbes come l’uomo più ricco del mondo dal 2010 al 2013. Nel 2016, con un patrimonio di circa 50 miliardi di dollari, è al quarto posto della classifica stilata dalla stessa rivista: prima di lui solo Bill Gates, Amancio Ortega e Warren Buffet; dopo, nomi del calibro di Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Larry Ellison e Michael Bloomberg.

Slim viene educato alla finanza dal padre Julian, da cui apprende le prime nozioni di management e contabilità, e da cui eredita una piccola fortuna ricavata da alcuni investimenti nel campo immobiliare. All’età di 11 anni, Slim impara il concetto di interesse composto investendo autonomamente in buoni di risparmio governativi. Registra ogni transazione in un libro mastro che aggiorna puntualmente e un anno dopo si sente pronto per il suo primo acquisto di azioni, precisamente quelle dell’allora più grande banca messicana. A 17 anni inizia a lavorare nell’azienda del padre, dove guadagna 200 pesos a settimana (poco più di 8 euro).

Laureatosi in ingegneria civile nel 1961 presso la Universidad Nacional Autonoma de Mexico, dove insegnerà algebra e programmazione lineare, Helù prende lezioni di economia in Cile per poi collaborare con rilevanti aziende e organismi internazionali, tra cui Alcatel e Atria Group. Inizia come stock trader in Messico, lavorando 14 ore al giorno, fino a che nel 1966, dopo aver guadagnato 400mila dollari, fonda la sua prima società: la compagnia assicurativa Inversora Bursatil. Seguono Inmobiliaria Carso e una serie di società nel campo del real estate, del food and drink, del tabacco, del turismo, del settore finanziario.

Negli anni ‘80 la sua carriera da businessman cresce in modo rilevante: Slim acquista la maggioranza delle quote del secondo maggior produttore di sigarette, Cigarros la Tabacelera Mexicana (Cigatam), per poi trarre vantaggio dalla crisi economica che nel 1981 piega molte realtà messicane e porta i più ad investire capitali all’estero. La chiave dei suoi successi è comprare quote di società sottostimate per poi valorizzarle e rivenderle in un secondo momento, realizzando un profitto. Una strategia che non smetterà di utilizzare negli anni seguenti e che gli consentirà di ottenere enormi vantaggi economici. L’affare della sua vita è però Telmex, che acquista per soli 1,7 miliardi di dollari e che vent’anni dopo controllerà il 90% delle linee fisse in Messico.

È in questi stessi anni che si delineano i rapporti tra Slim e il mondo della politica, che gli consentiranno di portare avanti i suoi progetti economici con ancora maggior successo. La privatizzazione delle società di comunicazioni, fortemente voluta dal Presidente Carlos Salinas De Gortari, lo porta a fondare nel 1990 il suo business più grande: Grupo Carso, il cui nome – come per Inmobiliaria Carso – è dato dalla fusione del nome dell’imprenditore e di sua moglie, Soumaya Domit de Slim (Carlos – Soumaya). Nel 1996 Grupo Carso viene diviso in Carso Global Telecom, Grupo Carso e Invercorporaciòn, mentre nel 1999 Slim avvia il suo progetto di espansione oltre i confini del Messico.