Smartweek Racconta Evan Spiegel, Fondatore di Snapchat e Miliardario più Giovane al Mondo

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Evan Thomas Spiegel, nato a Los Angeles nel 1990, è conosciuto a tutti per aver fondato l’applicazione Snapchat. Un’idea imprenditoriale che lo ha lanciato sul mercato, rendendolo di fatto il più giovane miliardario del mondo 2016.

Per chi ancora non lo sapesse, Snapchat è un servizio di messaggistica istantanea per device portatili come tablet e smartphone, che consente ai propri utenti di inviare messaggi di testo, foto e video visualizzabili solo per 24 ore.

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La sua storia

Figlio di John Spiegel e Melissa Thomas, entrambi avvocati di prestigio a Los Angeles (tra i loro clienti si annovera Sergey Brin, co-fondatore di Google, e aziende del calibro di Warner), Evan ha frequentato la Crossroads School for Art and Science a Santa Monica. In questi anni, il giovane biondo californiano irrequieto (come lo ha definito Recode) oltre a coltivare la sua passione per la tecnologia (a 14 anni si dice abbia costruito un computer in totale autonomia), ha preso parte ai corsi dell’Otis College of Art and Design e, poco prima di entrare alla prestigiosa Stanford University, ha trascorso l’estate all’Art Center College of Design, in Pasadena.

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Proveniente da una famiglia facoltosa e molto influente, Spiegel è cresciuto nel lusso: ancora adolescente, riceveva una paghetta di ben 250 dollari a settimana. Si dice che, dopo il divorzio dei genitori, Evan desiderasse una BMW che il padre, però, si rifiutò di comprargli. Una scelta che spinse il ragazzo ad andare a vivere con la madre, che gli regalò una macchina da oltre 70 mila dollari. Oggi a far sorridere è il fatto che Evan, a qualche anno di distanza da quelle circostanze, gira gli Stati Uniti a bordo di una Ferrari (che si è sicuramente comprato da solo) e coltiva parallelamente la passione per la guida di elicotteri.

Tornando alla sua gioventù, durante gli studi si appassionò al programma photoshop e, successivamente, fu selezionato per un internship non retribuito nel dipartimento Sales di RedBull.

Arrivato a Stanford, Spiegel si unì alla confraternita Kappa Sigma, una delle 5 confraternite più grandi al mondo in ambito universitario. Proprio in questi anni incontrò l’amico fraterno Bobby Murphy, che lo invitò a prendere parte a un progetto – non andato a buon fine – volto alla programmazione di un social network e ispirato a Google Circles.

I ragazzi continuarono a lavorare insieme, giungendo alla creazione di Future Freshman, un software creato per facilitare la procedura di ammissione ai college statunitensi. I primi mesi di vita del software fecero ben sperare, ma presto il progetto si arrestò. Episodio che non scoraggiò Spiegel e Murphy che, di lì a poco, avrebbero incontrato Reggie Brown.

Da questo trio – e, in particolare, dall’esperienza di Brown, che si era pentito di aver condiviso una foto con un’altra persona – nacque l’idea di un’applicazione di messaggistica istantanea caratterizzata dalla scomparsa delle immagini inviate dopo 24 ore dall’invio. Al prototipo venne dato il nome di Picaboo, ma i giovani non trovarono il supporto degli investitori. A quel punto, l’ultimo arrivato fece un passo indietro e, a lavorare al progetto, rimasero Spiegel e Bobby Murphy.

Nel settembre 2011 il progetto venne rilanciato e all’applicazione venne dato il nome definitivo di Snapchat. Grazie agli accorgimenti apportati dai due ragazzi, l’idea attirò l’attenzione dei più giovani e in meno di un anno (nel novembre 2012) si arrivò a circa 20 milioni di foto inviate al giorno. Per concentrarsi su Snapchat, però, Spiegel lasciò Stanford prima di conseguire la laurea.