Smartweek Racconta Reed Hastings, il Fondatore Avventuroso di Netflix

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Mettersi in gioco, sempre

Infatti, nel 1995 Pure Software si fonde con Atria e viene quotata in borsa. La nuova compagnia formatasi dalla fusione viene venduta a Rational Software, operazione in seguito alla quale Hastings si ritira a causa dei numerosi problemi burocratici creatisi a causa della crescita. La decisione di abbandonare il business da lui stesso creato gli frutta ben 750 milioni di dollari, una cifra che gli permette di prendersi due anni per pianificare la sua prossima avventura imprenditoriale evitando tutti gli intoppi burocratici incontrati in precedenza.

Arriviamo al 1997, così come arriva l’eureka tanto atteso da Hastings. Dalla collaborazione con Marc Randolph, anche lui imprenditore nel settore tech, nasce l’idea di Netflix, un servizio di noleggio dei media tramite l’utilizzo del semplice indirizzo mail. L’idea c’è, il quarter generale anche – a Los Gatos in California – adesso manca costruire l’impianto per offrire il servizio promesso. I due fondatori raccolgono 100 mila titoli di film e oltre 93 milioni di utenti americani.

Perciò, quando fonda Netflix, Hastings si concentra tantissimo sulle dinamiche di crescita, quelle che avevano creato tanti problemi nella precedente impresa. Tuttavia, man mano che il servizio si diffondeva nelle case degli americani, emerge la cultura che i due fondatori avevano fiutato tempo addietro: “Libertà e Responsabilità”: Netflix si fa conoscere subito per gli stipendi consistenti che da’ ai suoi dipendenti per attrarre i migliori talenti sul mercato oltre ad aver eliminato gli esoneri per malattia o le ferie poiché consente al suo personale di gestire autonomamente gli orari di lavoro.

Nel 1998 apre gli ordini ai consumatori, che possono prenotare un DVD per una settimana ed effettuano il pagamento per ogni singolo film scelto. Dal 1999, tuttavia, cambia il sistema di pagamento: gli utenti iscritti versano un abbonamento mensile per poter prenotare un numero illimitato di DVD.

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L'espansione e qualche sassolino nella scarpa

Deciso di creare un impero mediatico e forte del successo riscosso nella gestione delle risorse umane, Hastings avvia un’aggressiva espansione attraverso le partnership con diverse compagnie cinematografiche e il marketing mirato alla sponsorizzazione di tutti quei generi difficili da reperire presso altri servizi di noleggio.

L’inizio del nuovo millennio porta con sé saggezza e anche un po’ di arroganza. Il successo di Netflix è incredibile, il mercato del noleggio dei DVD fisico inizia ad avere delle difficoltà e Hastings si gode la scena dall’alto del suo podio. Così, nel 2000 offre a Blockbuster, gigante nel noleggio di contenuti multimediali, la vendita del 49% di Netflix per diventare il braccio online del suo concorrente. Di fronte al rifiuto dell’offerte, Hastings avvia una campagna di marketing per far percepire Blockbuster come il cattivo della storia e Netflix il povero concorrente oppresso che cerca di nuotare in un mare pieno di squali.

Ci vogliono solo cinque anni affinché l’impresa di Hastings diventi lo squalo più feroce del mercato. Nel 2005 raggiunge 4.5 milioni di sottoscrizioni per poi toccare i 6.5 milioni di utenti e il miliardo di titoli solo due anni dopo.