Soylent, il Pasto Pit-Stop

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Fino a che punto può arrivare la battaglia per un futuro sostenibile? Qual è il limite oltre il quale l’umanità non si può spingere per sottomettersi con abnegazione alla limitatezza di risorse offerte dalla Terra? Rob Rhinehart e il suo team potrebbero avere la risposta nel prodotto che stanno per lanciare: Soylent.

Si tratta in pratica di un beverone che possiede tutti i nutrienti necessari al funzionamento del corpo umano. Insomma, il pasto definitivo. A detta di Rhinehart, che negli ultimi 7 mesi ha consumato Soylent per circa il 90% dei suoi pasti, questa dieta artificiale funziona. Usando se stesso e altri 50 ragazzi come esperimenti viventi, il ventiquattrenne ha ottimizzato il rapporto dei nutrienti all’interno del drink per renderlo il “pasto finale”.

Gli ingredienti, nonostante il nome, non sono soia e lenticchie, bensí, stando a Wikipedia, maltodestrina, proteine del riso e olio d’oliva, piú vari sali, minerali e vitamine. Il tutto viene frullato per ottenere qualcosa simile ad un milkshake, al costo di circa 150 dollari al mese, cifra che si potrebbe abbassare una volta introdotte economie di scala. Il punto finale, che risponde alle domande iniziali, è proprio questo: inventare un pasto che possa essere prodotto su larga scala e consumato da tutti (gli inventori sostengono sia privo di allergeni nonché adatto ad una dieta vegana). Come dice Dave Renteln nel video di presentazione di Soylent, il cibo è un carburante ma anche un modo di socializzare, ma nessuno mangia bene ventuno volte a settimana. Soylent può quindi anche diventare il sostituto adatto per chi va di fretta o non ha la fantasia e le competenze per prepararsi una cena coi fiocchi ogni sera.