Spagna Verso il Terzo Voto in un Anno, Guai Giudiziari per Sarkozy

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In Spagna sembra impossibile formare un Governo, mentre l’economia tira dritto anche senza guida. In arrivo dati importanti sul PIL delle principali economie.

Dal mondo

Il re di Spagna Felipe, che ha il compito di mediare tra le forze politiche, non terrà una nuova tornata di consultazioni con i leader dei partiti per il momento, dopo il tentativo a vuoto formare un nuovo governo guidato da Mariano Rajoy. Il premier uscente, leader del Partido Popular, formazione di centro destra, la settimana scorsa ha perso due voti di fiducia in Parlamento, non riuscendo quindi ad ottenere un secondo mandato. Si è aperto così un periodo della durata di due mesi scaduto il quale, se non si riuscirà a formare un nuovo esecutivo, la Spagna tornerà a votare per la terza volta in un anno.

Arabia Saudita e Russia hanno siglato un accordo con l’obiettivo di minimizzare la volatilità del mercato del petrolio. Tra i contenuti dell’accordo, raggiunto durante il G20, anche la possibilità di introdurre un tetto alla produzione di greggio.

La procura di Parigi ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente e candidato alle primarie per una nuova elezione all’Eliseo, Nicolas Sarkozy, per i finanziamenti illeciti della campagna elettorale 2012, persa contro Francois Hollande.

Successe Oggi

Nel 1991, il nome San Pietroburgo viene ripristinato per la seconda città della Russia, che si chiamava Leningrado dal 1924.

In Italia

La prossima legge di Bilancio conterrà risorse per interventi sulle pensioni minime: lo ha detto oggi il premier Matteo Renzi. “Provvederemo ad una misura di equità sulle pensioni minime e metteremo nuove risorse sul contrasto alla povertà”, ha spiegato il presidente del Consiglio.

Renzi ha anche indicato nel 13 ottobre il termine ultimo per fissare la data del referendum sulla riforma costituzionale.

Le reti di consulenti finanziari aderenti ad Assoreti hanno realizzato a luglio una raccolta netta in crescita del 23,6% rispetto al mese precedente e pari a 3,1 miliardi. Il 90,2% ha interessato prodotti di risparmio gestito (2,8 miliardi da 666 milioni).

Economia e mercati

Stati Uniti: secondo la società Markit la debolezza degli indici PMI è in linea con una crescita del PIL dell’1,0% nel terzo trimestre dell’anno, in controtendenza rispetto alle previsioni della FED di Altanta.

atlantaNegli Stati Uniti, la crescita del PIL relativa al secondo trimestre è stata rivista al ribasso di un decimo di punto percentuale (da 1,2% a 1,1% su base congiunturale annualizzata). La fase espansiva è stata trainata principalmente dalle esportazioni e dalla spesa per consumi delle famiglie mentre le importazioni, gli investimenti e le scorte hanno apportato un contributo negativo alla crescita. Sempre nel secondo trimestre, le stime del PIL delle principali economie dell’area euro confermano invece la fase di rallentamento delineando, in prospettiva, una crescita più contenuta rispetto alle attese. La Germania ha registrato una variazione congiunturale pari a +0,4% (+0,7% nel primo trimestre) e la Francia ha visto  una variazione nulla (+0,7%nel primo trimestre).

PIL dell'Eurozona, USA, Giappone, Gran Bretagna
PIL dell’Eurozona, USA, Giappone, Gran Bretagna

Fuori dall’area euro, nel Regno Unito la crescita ha sorpreso in positivo e le aspettative d’inflazione sono salite.

regno unitoGli indicatori anticipatori del ciclo economico evidenziano segnali di rallentamento delle prospettive di crescita dell’area euro. L’economic sentiment indicator ha registrato una lieve diminuzione in agosto, a seguito del deterioramento del clima di fiducia sia nell’industria sia nei servizi. La fiducia dei consumatori ha risentito del peggioramento dei giudizi sulle condizioni lavorative future.

Economic Sentiment Indicator
Economic Sentiment Indicator

In Italia, riporta la nota mensile pubblicata dall’Istat, i consumi finali nazionali hanno segnato un rallentamento della crescita nel secondo trimestre: la spesa delle famiglie residenti ha registrato un modesto incremento (+0,1% congiunturale) accompagnato da segnali di moderazione in tutte le componenti tranne quella dei beni semidurevoli (+0,7% dopo il -0,9% nel primo trimestre); più marcato è risultato il rallentamento per i beni durevoli (variazione nulla rispetto al +1,2% nel primo trimestre) e per i non durevoli (-0,1% da +0,6%).

Spesa totale delle famiglie e componenti (var. congiunturali %, indice 2010=100)
Spesa totale delle famiglie e componenti (var. congiunturali %, indice 2010=100)

Sempre secondo le rilevazioni Istat, a luglio la dinamica del mercato del lavoro ha mostrato una battuta d’arresto in Italia. Gli occupati totali sono diminuiti di circa 63 mila unità (-0,3%) dopo
4 mesi consecutivi di aumento. Nel trimestre maggio-luglio, l’occupazione è comunque aumentata in misura significativa (+0,7% rispetto al trimestre precedente, pari a +157 mila unità).

Occupati e tasso di disoccupazione (migliaia di unità; valori %)
Occupati e tasso di disoccupazione (migliaia di unità; valori %)

In Germania gli ordini all’industria sono saliti meno delle attese a luglio: +0,2% su mese contro attese di +0,5%.

L’euro è in marginale rialzo su dollaro in attesa del meeting di politica monetaria della Banca centrale europea, che giovedì aggiornerà anche le stime economiche trimestrali per il blocco della valuta unica. Lo yen è poco variato sul biglietto verde ma si tiene ben lontano dal minimo a un mese segnato venerdì.

Ci si interroga sulle prossime mosse della Banca del Giappone, dopo che ieri il governatore Haruhiko Kuroda ha manifestato la disponibilità a un’ulteriore iniziativa di quantitive easing, ammettendo tuttavia che la decisione di adottare tassi negativi potrebbe danneggiare la fiducia nel sistema creditizio giapponese.

Dopo le sforbiciate di agosto e maggio, la banca centrale australiana ha confermato il costo del denaro al minimo storico di 1,5%, come da attese, senza chiarire se ci siano o meno spazi per ulteriori allentamenti della politica monetaria.

Occhio al dato

A livello di zona euro, occhio alla revisione del PIL relativo al secondo trimestre.

Dagli USA arriva l’indice ISM non manifatturiero di agosto.