Spazio Senza Tempo, Vivere l’Arte a Milano è Possibile

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Milano è la città degli orologi. Ce ne sono tantissimi disseminati lungo i viali. Presenze costanti che ti osservano dal marciapiede. […] Tondi e luminosi, ti accompagnano ovunque tu vada. Stanno a ogni angolo di strada. Scandiscono il tempo della metropoli, anche se non sono quasi mai giusti. Forse c’è un preciso disegno dietro a tutto questo, forse rappresentano semplicemente l’ossessione meneghina per la puntualità che ruba il tempo. Nella città frenetica, dove tutti corrono, dove tutti scappano verso un appuntamento, nessuno bada agli orologi che, pacifici, segnano l’ora sbagliata”. Con poche e semplici parole lo scrittore Paolo Roversi, in Blue Tango, descriveva la vitalità di Milano. Un vortice cittadino dove tutto corre e scorre. Senza mai fermarsi. Eppure in un cortile interno a via Capelli 3, immerso nell’ormai ex polo industriale di Sesto San Giovanni, vicino allo scalo ferroviario di Greco, si trova nascosto lo Spazio Senza Tempo. Quasi timido, solo qualche volantino a segnalarne la presenza al passante inquieto, questo Spazio nasce a fine 2012, grazie all’idea di Gigi e Vanessa, amici accomunati da un’identica passione: l’arte.

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Ed è proprio l’arte, come ci spiega Vanessa, responsabile eventi dello Spazio ad essere l’ingrediente principale di questo progetto. “Grazie a lei il tempo si ferma. Questo luogo è senza tempo proprio perché ti dà nuovi spunti per pensare al particolare e non al quotidiano”. Una sensazione che ben si respira entrando dal cancelletto verde e scendendo le scale che portano al piano sottostante. Le vignette di Tinoshi’s Comics, una bici vintage, delle scarpe da lavoro riverniciate arredano i muri dello spazio. L’angolo bar casareccio, quello del mixer e un palco dove gli artisti si esibiscono, sono gli altri ingredienti che condiscono questo luogo magico dove le persone entrano, parlano, si conoscono, si siedono, ascoltano e pensano.

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Lo Spazio vive grazie anche all’aiuto di altre persone. Ci sono Milena e Joe che seguono la programmazione artistica musicale. Anna svolge invece la direzione artistica del teatro mentre Marcella è la grafica. Emanuela è la responsabile dell’allestimento scenografico e infine Jonny si occupa di marketing e comunicazione. Tutti fanno parte del collettivo No Words? che organizza eventi culturali dal 2011 e dal 2013 nel magico salottino di Spazio Senza Tempo.

Uno Spazio che riporta alla mente i sotterranei parigini, sotto la rive Gauche, gestiti dai cataphiles, un gruppo di ragazzi un po’ bohémien, che passano le giornate nelle catacombe organizzando feste e concerti. Ma anche la Kunsthaus Tacheles di Berlino, dove vengono organizzate mostre, performance e concerti. Lo Spazio Senza Tempo ricalca lo spirito di questi luoghi pregni di cultura, nel vero senso della parola. E così può capitare che una sera ci si sieda per ascoltare estasiati le declamazioni del poeta Guido Catalano mentre la settimana dopo la cantante Stefania Tasca e poi il duo She Owl allietino lo spettatore con le loro performance musicali. Perché il file rouge che lega un cartellone di appuntamenti eterogeneo che parte ad ottobre e finisce a maggio, è sempre l’arte.

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Ma il sogno dello Spazio non finisce qui, come ci racconta Vanessa. Nelle intenzioni del cofondatore Gigi c’è il progetto Officine del Tempo, un agorà realizzato dai milanesi e grazie ai fondi di chi crede che di arte ci si può nutrire e vivere. L’anno scorso, la ricerca di finanziamenti volontari attraverso un tour itinerante per l’Italia è stato un mini successo. Quest’anno si replica. Senza mai dimenticare che , come diceva il pittore impressionista francese Edgar Degas, “l’arte non è ciò che si vede, ma ciò che consenti agli altri di vedere”.