Stancanelli, Troisi, Murgia: la Parola alle Autrici

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Nell’edizione del Salone del Libro di Torino di quest’anno, gli incontri sono stati come al solito tantissimi: ma in particolare tre autrici hanno fatto sentire la loro voce, applaudite da tanti fan.

Una di queste è Elena Stancanelli, che ha chiacchierato con il pubblico di lettori del suo romanzo La femmina nuda. Pubblicato nel 2016, il libro ha come protagonista Anna: è una storia d’amore, secondo quanto definisce la stessa autrice, ma è diversa da tutte le altre. Qui il tema preponderante è la sessualità della protagonista, la sua attrazione prima di tutto fisica e poi sentimentale nei confronti di un uomo che non è in grado di ricambiarla a pieno.

L’incontro ha sollevato varie questioni, anche grazie al vibrante e colto intervento di Chiara Valerio e della 87enne Natalia Aspesi. La giornalista milanese ha detto chiaramente di sperare che il libro entri in finale al Premio Strega 2016, visto che il contenuto è rivoluzionario rispetto a tanti altri romanzi sentimentali che si vendono in libreria. L’Aspesi fa notare che non a caso questo libro è stato pubblicato da una casa editrice neonata, ovvero La nave di Teseo, che si pone un obiettivo culturale innovativo e anticonformista a differenza del sistema editoriale dei nostri tempi.

In un altro padiglione del Salone, è toccato a Licia Troisi presentare il suo nuovo libro Dove va a finire il cielo. L’autrice, nata a Roma nel 1980, stavolta ha cambiato genere. Mondadori scommette su di lei pubblicandole un libro sì scientifico, ma divulgativo. Se la Troisi voglia fare concorrenza a Piero e Alberto Angela lo si vedrà quando i suoi fan daranno i loro pareri. La regina del fantasy italiano per ora sta facendo un esperimento interessante partendo da uno stile totalmente diverso, quello delle Cronache del mondo emerso, saga pubblicata sempre da Mondadori dal 2004 al 2005.

Come dice lei stessa durante la presentazione, cerca di sfruttare al massimo le sue conoscenze da astrofisica raccontando fenomeni lontani e complicati per la mente umana in parole semplici ed efficaci: proprio questa infatti è una qualità che molti le invidiano.

Nella Sala Blu dei padiglioni del Lingotto, la conferenza “A vent’anni di Stile Libero”, in onore della collana dell’Einaudi, ha degli ospiti celebri. Il critico Alberto Asor Rosa espone la sua definizione a 360° di “Stile Libero”, una delle collane più conosciute e apprezzate dai lettori italiani. I fondatori Severino Cesari e Paolo Repetti raccontano divertiti come da un vero e proprio foglietto, scritto a mano ormai vent’anni fa, sia nato un progetto editoriale. Ma l’intervento che colpisce di più è quello della scrittrice Michela Murgia, che si permette addirittura di contraddire Asor Rosa nella definizione della collana einaudiana. Non mancano le frecciatine affettuose nel suo discorso: infatti fa capire al pubblico che se il libro Ave Mary è stato pubblicato nella collana Stile Libero Big è stato principalmente per la sua insistenza. In effetti è un dato non irrilevante se pensiamo che Accabadora e Chirù sono pubblicati nella prestigiosa “I Supercoralli”. La scrittrice sarda non nasconde la sua verve ironica, ma alla fine, si concede un momento di tenerezza e fa i complimenti alla sua casa editrice dicendo che non solo “Stile libero”, ma tutta l’Einaudi ha un vento di novità.