Stephen Hawking, 15 Frasi che Rivelano il Genio del Fisico Britannico

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Per certi versi è stato uno degli uomini simbolo dello scorso anno, notorietà riportata alla ribalta anche grazie alla realizzazione del film biografico diretto da James Marsh e interpretato da Eddie Redmayne (vincitore di un Premio Oscar come attore protagonista) “La teoria del tutto”.  Stiamo parlando di Stephen Hawking, celebre fisico, astrofisico e cosmologo britannico, che negli anni ha saputo portare avanti la propria attività di ricerca nonostante la diagnosi della malattia del motoneurone (una rara forma di SLA), riscontratagli all’età di 21 anni.

Una condizione e una dedizione che lo hanno reso celebre al mondo intero, portandolo (all’età di 73 anni) ad essere considerato uno dei fisici più importanti del mondo. Tante le scoperte emerse dai suoi studi (Radiazione di Hawking, Stato di Hartle-Hawking, la Teoria del Multiverso, ecc.), ma ancora più grandi sono le lezioni di vita impartite al mondo intero.

Come testimoniato da queste 15 frasi da lui pronunciate nel corso della sua vita, che esprimono l’approccio del tutto particolare di Hawking alla scienza e alla vita in generale.

Sulla disabilità:

“Il consiglio che voglio dare alle persone disabili è di concentrarsi sulle cose che la disabilità non impedisce di fare bene e di non rimpiangere ciò che non si riesce a fare. Non siate disabili nello spirito, come nel corpo”.

(New York Times, 2011)

Sulle priorità:

“Il mio obiettivo è semplice. Si tratta di una comprensione completa dell’universo, perché è così e perché esiste il tutto”.

(Stephen Hawking’s Universe, 1985)

Sul libero arbitrio:

“Ho notato che anche le persone che sostengono che tutto sia già stato scritto e che non possiamo fare nulla per cambiare le cose guardano prima di attraversare la strada”.

(Black Holes and Baby Universes and Other Essays, 1994)

Sull’umorismo:

“La vita sarebbe tragica se non fosse divertente”.

(The New York Times Magazine, 2004)

Sui buchi neri:

“Se si salta in un buco nero, l’energia di massa verrà restituita all’universo in una forma maciullata che contiene informazioni su ciò che eri e in uno stato in cui non può essere facilmente riconosciuta. Sarebbe come bruciare un’enciclopedia. L’informazione non si perde se resta fumo e cenere. Il difficile è leggerla”.

(Information Loss in Black Holes, 2005)

Sul valore della teoria delle stringhe:

“Quando capiremo la teoria delle stringhe, sapremo com’è nato l’universo. Non sarà importante per il nostro modo di vivere, ma sarà importante per capire da dove veniamo e per capire cosa aspettarci di trovare dalle nostre ricerche”.

(The Guardian, 2005)

Sul suo QI:

“Le persone che si vantano del proprio quoziente intellettivo sono dei perdenti”.

(The New York Times Magazine, 2005)

Su cosa pensa tutto il giorno:

“Le donne. Sono un mistero”.

(The New Scientist, 2012)

Sul perché scrive a un pubblico popolare:

“Ho fatto tanta fatica a scrivere “A Briefer History”, quando le mie condizioni erano critiche a causa di una polmonite. Penso che sia importante per gli scienziati spiegare il loro lavoro, in particolare in cosmologia. Questa ora risponde a tante domande della religione”.

(The Guardian, 2005)

Sul momento Eureka di una nuova scoperta:

“Non lo comparo con il sesso solo perché dura più a lungo”.

(Lecture at Arizona State University, 2011)

Sull’insegnamento ai suoi tre figli:

“Uno, ricordatevi sempre di guardare le stelle, non i piedi. Due, non rinunciare al lavoro: il lavoro dà significato e scopo alla vita, che diventa vuota senza di esso. Tre, se siete abbastanza fortunati a trovare l’amore, ricordatevi che è lì e non buttatelo via”.

(ABC News, 2010)

Sugli alieni:

“Se gli alieni dovessero venire a farci visita, il risultato sarebbe come quando Colombo sbarcò in America: in quell’occasione non andò bene ai nativi americani”.

(Into the Universe with Stephen Hawking, 2010)

Sulla sua salute:

“Quando mi fu diagnosticata la SLA mi sono stati dati due anni di vita. Ora, 45 anni dopo, sto andando abbastanza bene”.

(CNN, 2010)

Su Dio:

“Dio può esistere, ma la scienza può spiegare l’universo senza la necessità di un creatore”.

(CNN, 2010)

Sulla morte:

“Considero il cervello come un computer, che smetterà di funzionare quando i suoi componenti si guastano. Non c’è paradiso né aldilà per i computer rotti. E’ una fiaba per persone che hanno paura del buio”.