Streeteat: Nasce il Primo Aggregatore dei Food Truck Italiani

street eat

Mercato Metropolitano, Fuori Salone, Expo. I food truck hanno di fatto invaso Milano (e in buona parte l’Italia). Una realtà in costante crescita, un settore che accoglie persone con alle spalle lavori di qualsiasi genere, dal musicista al broker, una nuova generazione di imprenditori che allestiscono veri e propri ristoranti su ruote: stiamo parlando del mondo dei food truck, che negli ultimi mesi sta vivendo una forte crescita. E, proprio in occasione di Expo, in Italia è stato lanciato il primo aggregatore di food truck italiani, Streeteat, fondato da Giuseppe Castronovo (CEO).

“Nella nostra app  (che ha visto 4mila download dell’app iOS in meno di dieci giorni, senza alcun investimento pubblicitario) sono presenti solo food truck di qualità, selezionati – sottolinea Giuseppe – Attraverso un’accurata selezione, operata da professionisti, filtriamo i truck migliori e li proponiamo ai nostri utenti. Si tratta di realtà particolari, che propongono ad esempio la cucina tipica di una regione o delle rivisitazioni originali di piatti e che spesso coinvolgono anche degli chef professionisti. Abbiamo scelto di non riempire l’app di contenuti, ma di effettuare una selezione per puntare solo su attività di qualità.”

food truck

Il primo passo fuori dall’Italia, a Londra (dove saranno mappati 20 truck selezionati), e l’espansione in Europa entro il 2015

“Guardando il panorama della nostra penisola, vediamo che i food truck sono arrivati a quota 300 e nei prossimi mesi è prevista un’ulteriore crescita – spiega Giuseppe – Partendo da questa considerazione, da un’analisi dettagliata e, complice anche una casualità, è nata l’idea di dare vita al progetto Streeteat. Si tratta, nello specifico, di un’applicazione (per iOS e Android) che geolocalizza i truck italiani e che a questo strumento affianca anche una serie di servizi che hanno lo scopo di supportare i nuovi imprenditori di questo settore nello sviluppo della loro idea di business. Questo modello, ovviamente, può essere esportato anche all’estero ed è questa la direzione che stiamo prendendo.