Sumte, il Paesino Tedesco di 102 Abitanti che Ospiterà 750 Migranti

Sumte

Il primo autobus è arrivato nella notte, quando la gente ancora dormiva. Uno a uno sono scesi dal pullman, accompagnati in uno dei tanti edifici in disuso della città. Lì hanno passato le ultime ore di sonno. Siamo a Sumte, un paesino rurale nel nord della Germania e questa è una bellissima storia di solidarietà e accoglienza.

Migranti Germania

Sono passati solo pochi mesi da quando la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che la Germania si sarebbe impegnata, entro la fine dell’anno, ad accogliere e ospitare circa 800mila rifugiati. Una decisione del governo federale che ha obbligato ciascuno dei 16 stati, facenti parte del Bundesrat, a inviare una comunicazione contenente la quota di profughi da poter accogliere.

Un invito raccolto in tempo record e senza alcuna remora da Christian Fabel, sindaco di Sumte, che ha subito messo a disposizione delle autorità 1000 posti letto. La storia potrebbe già concludersi qui, diventando un bell’esempio di integrazione, solidarietà e accoglienza. Invece no. Perché ciò che ha fatto rimbalzare la notizia su tutte le prime pagine dei giornali di mezza Europa è un semplicissimo dato demografico: Sumte conta soltanto 102 abitanti.

“Mia moglie quando ha letto i numeri pensava fosse uno scherzo” ha dichiarato Fabel. Eppure è tutto vero. I richiedenti asilo (il cui numero, per motivi logistici, è stato abbassato a 750 unità) verranno ospitati in una manciata di edifici vuoti: case ristrutturate, palestre, basi militari, vecchie scuole, persino i 23 edifici costruiti da una società che è fallita e che sono attualmente sfitti.

Sindaco Sumte

Inizialmente la reazione dei cittadini è stata di incredulità. Oltre alle perplessità legate alla mancanza di infrastrutture, la paura è stata anche quella di sentirsi abbandonati dal governo. Dirk Hammer, residente di Sumte e sostenitore dell’Unione Cristiano Democratica di Angela Merkel ha affermato: “Se veniamo utilizzati come una discarica, significa che la situazione ci è sfuggita di mano”. Parole criticate aspramente dal primo cittadino, che subito ha chiesto spiegazioni allo stesso Hammer, che ha poi ritrattato: “Siamo preoccupati, gli arrivi in posti come questo, con così poco preavviso, possono essere terreno fertile per l’estrema destra”.

Un atteggiamento di diffidenza e perplessità che, in tutta la Germania, negli ultimi giorni, ha visto crescere il numero di manifestazioni organizzate da gruppi razzisti e anti-islamici. Ma non a Sumte. “Qui – ha continuato Fabel – molte famiglie hanno sofferto durante la guerra: ci penseranno più volte prima di far entrare gli estremisti. I richiedenti asilo si fermeranno in città giusto il tempo necessario per inoltrare i documenti per ottenere lo status di rifugiati. Coloro che partiranno verranno poi sostituiti da nuovi arrivati”.

Alcuni residenti si sono anche dichiarati felici di veder crescere la propria comunità. “Qui la vita sta per cambiare” ha dichiarato il sindaco. E come dargli torto: un paesino isolato nella Bassa Sassofnia, a più di 250 chilometri da Berlino, perso tra le foreste tedesche sta impartendo a tutta Europa un’autentica lezione di umanità. A Sumte qualcosa è già cambiato.