Tango Bond, la Kirchener Apre le Trattative con gli “Avvoltoi” USA

L'avvocatessa salita al potere nel 2007, e rieletta nel 2011 in seguito alla morte del marito, l'ex presidente Néestor Kirchner, ha innanzitutto confermato la “vocazione a pagare” dell'Argentina per quel che riguarda i creditori che hanno aderito al concambio, la sostituzione dei titoli in default con nuove obbligazioni a rendimenti inferiori e a scadenza più lunga. E ha proseguito nel ribadire che il governo porterà avanti “tutte le strategie necessarie affinché chi ha avuto fiducia nel Paese riceva i propri soldi”, specificando poi che quello che l’Argentina sta affrontando “non è un problema finanziario o giuridico, ma una convalida di un modello di business a scala globale” che potrebbe portare a “tragedie inimmaginabili". "Vogliamo onorare i debiti”, ha concluso la Presidenta, “ma non vogliamo essere complici di questo modo di fare affari”.

Una decisione, quella dell'avvio delle trattative, che l'Agenzia Bloomberg definisce “pratica”. “Il paese necessita di riguadagnare l'accesso ai mercati del debito d'oltre oceano per stabilizzare le riserve di valuta straniera che sono precipitate quasi del 50% dal 2011. Disobbedire all'ordine del tribunale metterebbe a repentaglio tali sforzi”, specifica l'agenzia statunitense, “mettendo l'Argentina in corsa per un altro default.” 

Preoccupazioni per quest'eventualità, confermate sia dal Fondo Monetario Internazionale, che si è già detto timoroso per le potenziali ripercussioni “maggiori” che tale evento potrebbe avere sul sistema finanziario globale, sia dall'andamento generale dei mercati. Immediata anche la reazione di Standard & Poor's che ha prontamente declassato il merito di credito del Paese da CCC+ a CCC-. Un taglio che riflette maggiori rischi di default sul debito in valuta estera.