Tasse Universitarie: Disparità fra Nord e Sud

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Le tasse sono una parte immancabile di ogni percorso universitario. In mancanza di borse di studio o di agevolazioni, ogni anno le famiglie si trovano a dover sostenere per l’istruzione dei propri figli dei costi non indifferenti, soprattutto in base alla fascia di reddito considerata.

L’università costa, si sa. Ma che cosa succede quando la spesa non è equa in base alle regioni e alla scelta di facoltà? In parole povere, frequentare al Sud o al Nord comporterebbe anche delle differenze di costi notevoli sulle rette. Una situazione desolante e preoccupante che emerge dal 6° rapporto nazionale di Federconsumatori*.

Sotto i riflettori due dati: non solo la tassazione media è elevata in ogni fascia, ma a parità di ISEE è anche profondamente diseguale su tutto il territorio italiano.

Parlando per numeri, gli atenei universitari situati al Nord si confermano ancora i più cari: per ISEE fino a 6mila euro (prima fascia) i contributi previsti sono superiori del 16,79% rispetto a quelli in vigore al Sud.

Al Centro? La situazione si inverte: per tutte le fasce esaminate di reddito esaminate (a parte l’ultima oltre i 30mila euro) i contributi sono più bassi del 23,50% rispetto al Sud.

A parità di ISEE e di paramatri, iscriversi a Bologna comporterebbe una retta di 159,64 euro per la prima fascia, mentre alla Federico II in Campania le tasse arriverebbero ai 534,50 euro.

Nel Nord, Parma, Milano e Verona si contendono la medaglia d’oro per le rette più costose. A Parma si ha una media di 794,59 euro per la fascia di reddito più bassa fino ad arrivare a 1.994,59 per chi gode di condizioni economiche migliori.

Ma la disparità non sta solo nella differenza regionale, ma anche nelle differenziazioni in base alla facoltà scelta, cioè tra indirizzi scientifici o umanistici. Il risultato? Le facoltà scientifiche costano nettamente di più e la scelta degli studenti non risulta influenzata solo dalla propensione, ma anche dalle disponibilità economiche.

A Milano, con ISEE massimo, chi frequenta le facoltà umanistiche paga una tassa di 2.997,00 euro mentre chi ha scelto gli studi scientifici deve aggiungere altri 783 euro. Così anche a  Verona, dove i letterati pagano 1.779,74 e i matematici 2.069,28.

* Per lo studio, l’Italia è stata inquadrata in 3 macro aree geografiche. In ciascuna area sono state prese in considerazione le tre regioni con maggiore affluenza di studenti: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emila Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Oltre a ciò, per ogni regione sono state incluse nell’analisi le due università più grandi. La ricerca ha stabilito inoltre cinque fasce di reddito ISEE standard, per le quali sono state calcolate le somme da pagare.