Tassi a Zero, Perché i Governi Dovrebbero Ridurre il Debito? Ecco una Proposta Rivoluzionaria

A questo punto i banchieri centrali si trovano davanti ad un dilemma: come fare ad “allineare” l’eccesso enorme della liquidità con le necessità dell’economia reale? Per fare ciò ci sono solamente due possibili azioni:

  • Mantenere i tassi a questo livello con l’obiettivo di stimolare l’inflazione, la ripresa degli investimenti da parte delle imprese e quindi la ripresa del Pil;
  • Alzare i tassi d’interesse, con conseguente riduzione della liquidità per scongiurare lo scoppio di qualche bolla finanziaria dagli effetti imprevedibili sull’andamento dell’economia.

Quale sarà la scelta da parte dei banchieri centrali a breve lo vedremo, ad ogni modo non si potrà prolungare ancora per molto questa situazione, a causa delle ripercussioni che si stanno verificando nel settore bancario: con gli attuali tassi d’interesse e con l’attuale ingente liquidità, le banche non riescono a fare profitti, non sono incentivate a ridurre i prestiti anche a coloro che non pagano e non svalutano i crediti. Per capirci, riversano risorse dove non devono, indebolendo in questo modo la qualità della crescita.

Le banche sono, quindi, un “anello di trasmissione” tanto fondamentale quanto critico per l’andamento virtuoso dell’economia: per rimettere un po’ di ordine nell’economia mondiale bisognerà quanto prima avviare la ristrutturazione del settore bancario. In Europa il tema è particolarmente attuale sia per le situazioni difficili di alcune banche (vedi Deutsche bank , Mps etc.) ma soprattutto per il peso enorme di alcuni debiti nazionali.

È quindi da leggere in quest’ottica il recente intervento della responsabile della vigilanza della BCE, la francese Daniele Nouy, che ha affermato che le banche (in particolare quelle europee) devono rivedere il loro modello di business per sganciarsi dalla “dipendenza” a introiti legati ai tassi di interesse. La proposta è dà considerarsi “rivoluzionaria”, poiché verrebbe richiesto un capitale aggiuntivo per le banche a fronte del possesso di titoli di stato. La questione degli effetti dello “spiazzamento” dell’emissione di titoli di stato è argomento affrontato molte volte a livello accademico. Sarebbe la prima volta che si tenta di imporre alle banche di allocare del capitale a fronte dell’acquisto Bond.