Telecom, Chi Sarà il Prossimo Presidente?

Montezemolo

Si avvicina sempre di più il 4 maggio, data cruciale per Telecom che deve rinnovare l’intero Consiglio di Amministrazione. Si vocifera che tra i possibili candidati alla Presidenza della società di telecomunicazioni ci sia il nome di Luca Cordero di Montezemolo, ex numero uno di Ferrari. Nonostante lo stesso imprenditore abbia smentito la notizia, c’è un certo fermento per scoprire chi verrà inserito nelle liste, che saranno depositate il prossimo 9 aprile.

L’imprenditore italiano, infatti, afferma:

L’attuale azionista di maggioranza, la società francese Vivendi che detiene il 23,9% del capitale sociale, è decisa a conquistare i due terzi del CdA destinati alla lista più votata. Tuttavia, attualmente è ancora tutto da decidere: si sta procedendo a valutare le possibili soluzioni. Il consiglio uscente parla, infatti, di ridurre i componenti del board da 16 a 13, ma è ancora aperta l’opzione di avere 15 membri nel CdA. Inoltre, la società francese è chiamata a proporre dieci candidati, di cui cinque indipendenti.

In questo clima di incertezze, sembrano esserci solo tre punti fermi:

  • il voto decisivo spetta a Vincent Bolloré, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Vivendi e produttore televisivo francese;
  • l’unico componente confermato è Flavio Cattaneo, attuale Amministratore Delegato;
  • tra gli indipendenti, resta Felicité Herzog, banchiera e consulente francese e molto vicina a Bolloré. Questo permettere alla società francese di rafforzare il suo potere sul gruppo italiano di telecomunicazioni.

telecomitalia-resizeA questo punto rimane da decidere sui tre candidati non indipendenti per risolvere il problema della Presidenza. Come alternativa all’attuale, Giuseppe Recchi, sono spuntati i nomi di Amos Genish e Arnaud de Puyfontaine.

Il primo è ex CEO di GVT, società brasiliana che offre connessioni a banda larga, e attuale Chief Convergence Officer di Vivendi. Tuttavia, sembra ci siano alcuni problemi nel portare l’israeliano Genish alla Presidenza di Telecom dal momento che di recente ha firmato un patto di non concorrenza con Telefonica, compagnia di telecomunicazioni spagnola che ha rilevato GVT, ancora in corso di validità.

Arnaud de Puyfontaine, invece, è attuale CEO di Vivendi e vice-presidente di Telecom. In questo caso, le perplessità sono incentrate su una tematica quasi nazionalista e su una questione di opportunità. Infatti, sarebbe un po’ sconveniente mettere al vertice del gruppo italiano uno straniero poiché creerebbe scontenti sul territorio tricolore.

Dall’altro lato, è ancora da definire la posizione di Vivendi all’interno di Mediaset, azienda privata nel settore dei media e della comunicazione con la quale ha un conto in sospeso da lungo tempo. Infatti, lo scorso dicembre è stata aperta un’istruttoria con l’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a seguito dell’acquisizione da parte dei francesi del 28,8% dell’azionariato del gruppo di Berlusconi.

L’autorità garante ha, perciò, avviato un’indagine per verificare la compatibilità con il regolamento vigente della contemporanea presenza di capitale in Telecom e Mediaset a causa di una sospetta violazione dell’articolo 43 in materia di concentrazione tra telecomunicazioni e media.

È molto probabile che il verdetto dell’Agcom arrivi prima dell’assemblea cruciale del 4 maggio, ma non in tempo per il deposito delle liste. Perciò, se anche il nome di Arnaud de Puyfontaine non risultasse spendibile, c’è da chiedersi “Chi diventerà Presidente di Telecom?”