The Importance of Being Stronza

Why So Serious Federica Colli Vignarelli

Un po’ l’ho sempre pensato, ma mi è stato detto da così tante persone nella mia vita che alla fine mi sono convinta che devo proprio esserlo. Che poi la maggior parte delle volte la gente lo dice senza nemmeno sapere bene cosa si intenda. Il fatto è che si tratta di una di quelle parole che danno soddisfazione. Sarà la brevità, l’attrito tra le prime tre consonanti o la zeta che nobilita un po’ tutti, da Fedez a Zorro alla Formica, ma quando lo si dice ci si sente meglio. Ci si sente sufficientemente cattivi, quanto basta per far sentire chi lo riceve una brutta persona, ma soprattutto quanto basta per illudersi che chi lo riceve si senta effettivamente una brutta persona. Cosa che in linea di massima non accade mai. Anzi.

Ma che cos’è, in concreto, la stronzaggine?  Ci ho riflettuto molto, come quando durante un rapporto sessuale ti dicono “sei stupenda” e tu non sai mai se ad essere stupenda sia tu o il fatto che tu gliela stia dando. Dicevo, ho riflettuto molto su quale perifrasi possa descrivere al meglio il concetto di cui sopra e alla fine sono arrivata a questa conclusione: la stronzaggine è, prima di tutto, sincerità non richiesta. Sei stronza se dici all’amica grassa che con il bikini brasiliano ricorda più la nazione che le sue abitanti, sei stronza se dici al ragazzo ipodotato che la prossima volta opti per un tampax che almeno ha il cordino e ti ricordi di averlo inserito. Sei stronza, in sostanza, se metti le persone davanti alla realtà quando loro non ti avevano chiesto di farlo. Il fatto è che se te lo chiedono in realtà stanno mentendo perché la realtà, in realtà, non la vuole sentire nessuno.

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