Theresa May Prende Tempo, il Mondo del Business No

t-theresa-may-washed

Era il 23 giugno 2016 quando gli inglesi hanno votato per uscire dall’Europa. Non è passato molto tempo, ma molte cose sono successe, anche se bisogna ammettere che ancora regnano molte incertezze sul futuro economico-finanziario dell’Inghilterra.

 

La prima certezza è Theresa May, nuovo premier conservatore del Regno. Nel giorno del suo insediamento ha pronunciato poche parole al riguardo, ma molto chiare: “Brexit significa Brexit”. In sintesi, traducendo da un punto di vista politico, significa porre fine alle discussioni sul tema, prendendo il tempo necessario per avviare la procedura di uscita, anche in attesa di capire, date le prossime future scadenze elettorali europee, con quale leadership della controparte discutere. Atteggiamento pragmatico inglese condivisibile: la scelta è stata fatta, ora agiamo.

 

Quanto bisogno ci sarebbe in Europa di questo modo di procedere? Sappiamo benissimo che i tempi della politica non coincidono con la velocità nelle scelte del mondo del business. Nel settore economico e in quello finanziario molte decisioni, alla luce del referendum, sono già state fatte, molte altre prenderanno forma nei prossimi mesi. E’ importante vedere quali sono stati i primi e rilevanti effetti economico–finanziari, al fine d’intrepretare alcune tendenze per il prossimo futuro.

 

  • L’impatto maggiore del Brexit c’è stato nella svalutazione della sterlina di circa il 10% nei confronti del Dollaro ed Euro: molti analisti concordano nel prevedere ancora spazio di discesa della valuta inglese;
  • Nel settore immobiliare, specialmente attraverso i fondi, gli investitori hanno cominciato a vendere. Alcuni gestori di questi fondi hanno adottato la sospensione della possibilità di riscattare la propria quota. Anche riguardo a questa attività finanziaria, le aspettative si muovono verso una discesa ulteriore dei prezzi immobiliari. La diminuzione della valuta abbinata alla discesa dei prezzi immobiliari determinerà nel prossimo futuro interessanti opportunità di trading;

 

  • Sul fronte azionario ci si aspettavano momenti di panico, ma a parte i primi giorni post referendum, l’indice di borsa inglese (FTSE) viaggia, ad oggi, a più 8%. Ciò a dimostrazione della forte correlazione nell’andamento dei mercati azionari globali.

 

  • La Banca Centrale D’Inghilterra ha abbassato i tassi al livello minimo della sua storia . Segno evidente della preoccupazione di un rallentamento dell’attività economica. Ricordiamoci che gli inglesi furono i primi, già alla fine del 2007 e inizio del 2008, a introdurre il Quantative Easing (QE). Con il senno di poi ebbero ragione nel muoversi in anticipo.

 

I segnali di preoccupazione sono evidenti. Tuttavia, anche di fronte a queste incertezze, molti operatori economici hanno colto l’occasione della Brexit per avvantaggiarsi.

 

  • I produttori di whisky stanno registrando un forte incremento delle vendite;
  • L’azienda farmaceutica GlaxoSmithKline ha deciso di investire circa 350 milioni di dollari nei siti produttivi inglesi;
  • Il governo inglese ha dato il via libera al progetto di espansione dell’aeroporto di Città di Londra;
  • La società Wells Fargo ha acquistato la propria sede a Londra con un investimento di 390 milioni di dollari;
  • La società elettrica francese EDF ha approvato un investimento di circa 24 miliardi di dollari per la costruzione di una centrale nucleare che dovrebbe fornire circa il 7% dell’ energia in Inghilterra.

 

Il popolo inglese ha scelto, nel bene o nel male, e insieme alle incertezze conseguenti, sta creando molte opportunità: ciò che traspare è che la peggiore decisione è non scegliere.