Il Nuovo Tonfo delle Borse Asiatiche: Ecco Cosa Sta Succedendo in Cina

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Per capire cosa sta succedendo questa settimana sui mercati azionari bisogna fare un passo indietro. Precisamente alla scorsa estate quando la Cina decise di imporre un divieto di vendita  agli azionisti che controllano oltre il 5 per cento di un titolo. Un blocco deciso dopo la grande fuga dalla Borsa cinese avvenuta nell’estate del 2015 che aveva cancellato in breve tempo il 45 per cento del valore degli indici principali a Shanghai e Shenzhen. Il divieto sarebbe dovuto scadere domani. Sarebbe, perché, a fronte di quanto successo lo scorso lunedì (grande vendita di titoli che ha fatto crollare i mercati asiatici e fatto registrare perdite anche in quelli Occidentali) e oggi, Pechino ha deciso di estendere le restrizioni per i grandi azionisti.

Le nuove restrizioni

Le nuove misure partiranno questo sabato e limiteranno la capacità di vendita dei titoli dei grandi azionisti cinesi ad un massimo dell’1 per cento del totale di un’azienda nell’arco di tre mesi. Inoltre i grandi azionisti saranno obbligati ad annunciare al mercato i loro piani con almeno 15 giorni di anticipo. Regole che varranno anche per il mercato secondario.

Il crollo di lunedì e quello di oggi

Secondo gli analisti il crollo di lunedì e quello di oggi sono il frutto di una strategia dei grandi investitori che hanno voluto mettere alla prova il nuovo meccanismo di “interruttore” introdotto da poco nella Borsa Cinese. Un sistema di salvaguardia che sospende le vendite quando c’è un eccesso di volatilità. Ma che ha effetti anche negativi: non permette il possibile “rimbalzo” dei titoli. Se questo meccanismo fosse stato introdotto nel 2015, sarebbe stato utilizzato per ben 20 volte, assicura a Business Insider Mark Dampier, Head of Investment Research, Hargreaves Lansdown; “L’interferenza del governo – aggiunge – sta solo ritardando l’inevitabile”.

 

Economia cinese in contrazione

Tutti gli analisti economici concordano nel dire che il 2016 sarà un anno di grande volatilità nel mercato cinese. E gli indicatori dell’economia a Pechino confermano questo trend: l’attività manufatturiera, di  cui la Cina è leader mondiale, è in contrazione da cinque mesi. Di contrasto l’industria dei servizi sta crescendo e ormai rappresenta oltre il 50 per cento del Pil, segno che l’economia cinese si sta modernizzando. A preoccupare gli analisti è però l’andamento lento del Pil reale cinese. Le previsioni di quest’anno vedono una crescita del 6,3 per cento a fronte del 6,8 attuale. A risentirne, spiega il Sole 24 Ore, sono “quei settori che in questi anni hanno beneficiato della crescente domanda della nascente classe media cinese: il comparto del lusso e l’industria automobilistica tedesca“.