Trapianto di Testa nel 2017: la Follia del Progetto (e del Primo Volontario)

Pura follia?
I colleghi dello scienziato torinese ne sono convinti. Ne sono anche un po’ disgustati. Un pool di chirurghi, neurologi e luminari della biologia le cui critiche non si sono fatte attendere. “È peggio della morte”, “pura e totale fantasia, oltre che eticamente impensabile”, “siamo lontani almeno cent’anni dalla possibilità di realizzare una cosa simile, chiunque prometta di farlo entro due è un totale ipocrita” per citarne alcune. Enfatizzate da pronostici anche peggiori, secondo cui nel migliore dei casi si otterrà una creatura dilaniata dal dolore e tremante di paura, storpia e portata alla pazzia, sopraffatta dal mix di sostanze chimiche in circolo e inevitabilmente destinata a un decesso tanto rapido quanto angosciante.

Eppure…
Eppure un volontario c’è. Un ingegnere russo trentenne, Valery Spirinodov, affetto dal morbo di Werdnig-Hoffmann, la più grave forma conosciuta di atrofia muscolare spinale. È prevedibilmente terrorizzato dall’idea di diventare il primo essere umano a sottoporsi all’intervento. “Però” confessa “sono un ingegnere, un informatico, uno scienziato. So di non avere molta scelta. Le mie condizioni peggiorano di anno in anno, sto perdendo il controllo del mio corpo e ho costante bisogno di assistenza, ogni giorno, ogni minuto. Non sono completamente pazzo: l’operazione avverrà quando la probabilità di successo sarà credibilmente del 99%”.