Tre Milioni di Follower e Ora un Libro: il Business di Calciatori Brutti

calciatori-brutti

Sono tanti, sono brutti, sono ignoranti e ora sono anche in libreria. Stiamo parlando del fenomeno social più riuscito degli ultimi anni, ovvero la pagina Facebook di Calciatori Brutti. Un network che oggi conta più di 3 milioni di follower, nato dalle menti di Daniele Roselli ed Enrico Modica, supportati dalla creatività dell’head of content Samuele Maffizzoli.

Per quella manciata di persone che ancora non li conoscesse, Calciatori Brutti nasce su Facebook qualche anno fa quasi per scherzo, per schernire la bella vita del calciatore fighetto e idolatrare chi invece, nonostante evidenti limiti tecnici e fisici, ce l’avesse fatta.

In poco tempo, quello che era nato come un semplice passatempo è diventato un nuovo modo di vivere il calcio, fatto di ironia verso un mondo ricco che a volte si prende troppo sul serio, tifo pulito ed eventi che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone (basti pensare alla macchinata ignorante, organizzata per andare a Leicester in occasione della vittoria del campionato da parte della squadra inglese guidata dall’italianissimo Claudio Ranieri, o ai sondaggi che puntualmente ogni anno coinvolgono milioni di persone nella scelta del loro eroe del momento come la Falafel Cup o la Phi Cup).

Bene, se profili social e sito (su cui da quest’anno è possibile anche iscriversi a una versione tutta ignorante del fantacalcio) non vi bastano più, da qualche settimana nelle librerie, edito Sperling & Kupfer, c’è anche il libro!

libro-calciatori-brutti

Una raccolta di storie di vero calcio, quello vissuto sui campi di periferia a livello amatoriale o dilettantistico, fatto di sudore, passione ed entusiasmo. 18 racconti esilaranti ed emozionanti (perché sì, il calcio è anche sentimento) che ruotano attorno ai campi sterrati di tutta Italia. Un ritratto dello sport pulito e bello che gli autori sono riusciti a donare nuovamente al mondo del pallone, troppo spesso contaminato da interessi economici e personali.

Noi, per capire meglio qualcosa di più di questi 3 ragazzi che regalano quotidianamente un sorriso a milioni di tifosi, li abbiamo incontrati e abbiamo cercato di scoprire qualcosa di più sul business (passato, presente e futuro) che si nasconde dietro i loro profili.

Molti gestori di pagine Facebook di successo come la vostra hanno dichiarato di poterci vivere, o quantomeno di arrotondare alla grande. È anche il vostro caso?
“Quando crei una pagina Facebook o una community in generale il primo pensiero non è mai guadagnarci. Parti, pubblichi quello che ti piace e vedi come reagisce la gente, senza porti alcun obiettivo a lungo termine. Se sei fortunato come nel nostro caso però succede che i numeri vanno ben oltre quello che ti saresti anche solo potuto immaginare e devi fare una scelta: continuo a dedicarci il giusto tempo prendendolo come un gioco o decido di alzare l’asticella per quantità e qualità di contenuti? Noi abbiamo scelto la seconda ed ha significato far diventare Calciatori Brutti il nostro lavoro, che comporta sicuramente avere dei guadagni per sostenere tutta la macchina, compreso il nostro tempo. Le iniziative che abbiamo portato a termine con i brand in questi anni sono molteplici e vanno dalla semplice pubblicità sul sito con i banner fino ad attività più strutturate come quella con Goleador durante la macchinata ignorante per Leicester”.

 

Quanto avete investito, di vostro, nella creazione e gestione della pagina? (Sia in termini di denaro che di tempo o abbandono di altri eventuali lavori)
“Tempo tantissimo, incalcolabile forse. Denaro poco, ad eccezione della piattaforma di Fantacalcio ancora in evoluzione che è stato il nostro primo vero investimento. Prima svolgevamo lavori occasionali o part-time, quindi non abbiamo lasciato nulla di veramente solido e forse è anche grazie a questo che abbiamo deciso di buttarci nel vuoto”.

 

Quando un editore propone la stesura di un libro è perché pensa di trarne sostanziosi guadagni. I risultati al momento sono molto positivi. Dove volete arrivare?
Possibilmente non a Rebibbia. Scherzi a parte non ci siamo dati alcun obiettivo per il libro, ma non ditelo alla casa editrice”.

 

Avete valutato il rischio di passare di moda? Come intendete fronteggiarlo?
Sì, è un rischio che affrontiamo ogni giorno inventandoci format nuovi o riadattando i vecchi alle nuove idee. Per fortuna finché non passeranno di moda il calcio e la voglia di ridere avremo sempre modo di migliorare”.

 

Calciatori brutti tra 5 anni: sempre una pagina facebook, evoluzione in una rivista online o salto di qualità (e visibilità) magari in radio o televisione?
Ci piacerebbe diventare la realtà quotidiana di più persone possibile, ma non vogliamo forzare nulla. La tv con Quelli che il Calcio è arrivata perché ce l’hanno proposto loro, la radio idem anche se non abbiamo ancora accettato le offerte arrivate. L’importante è che qualunque sia il progetto non vengano travisati i nostri valori ed il nostro tono di voce. Per la rivista online non nego che ci stiamo pensando da un po’, l’idea di base è di dare più visibilità possibile a giovani talenti. Tipo il Milan quando prese Essien”.

 

Quale somma dovrebbero offrirvi eventuali magazine, editori o produttori per cedere la vostra creatura?
Dire che non ha prezzo sarebbe ipocrita, sicuramente ce l’ha, ma l’anima di Calciatori Brutti sono le persone che ci lavorano dentro e sono loro a determinarne il valore. Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è Babacar”.