Trend-ology: la Moda degli Ultimi 250 Anni

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Dai rigidi bustini agli Spanx (sottovesti modellanti, una vera novità del mondo della moda), dai vestiti di seta a quelli di flanella in stile grunge, dagli orologi in oro da taschino ai Baby-G: i trend entrano a far parte della Storia riflettendo in tutto e per tutto i comportamenti sociali a partire da concetti quali identità, bellezza e status sociale. È stata inaugurata da poco Trend-ology, mostra del Museum of FIT (Fashion Institute of Technology) che esamina il susseguirsi dei trend negli ultimi 250 anni. Uno studio attento del susseguirsi, un decennio dopo l’altro, di 100 gloriosi momenti – da Christian Dior, Oscar de la Renta, Chanel, Rodarte e Christian Lacroix. Ecco una sintesi dei trend più importanti che si sono affermati nel corso degli anni.

IL CORSETTO

Trend-ology mostra un vestito di seta giallo del 1770 con un pannier così largo da porter nascondere più bambini sotto la gonna. Queste strutture così esagerate (quasi ridicole) hanno idealizzato, trasformato e nascosto per anni le forme del corpo femminile. Come recita “The Angel in the House”, poema del 1854, la donna vittoriana ideale era passiva e repressa – corsetti e bustini contribuivano a mantenerla tale. E pensare che oggigiorno le donne si lamentano per il dolore che comporta indossare uno Spanx, versione moderna del corsetto.

IL CORSETTO

CAMOUFLAGE

Ha fatto recentemente il suo ritorno sulle passerelle e in tutti i brand ready-to-wear ma non tutti sanno che il design contraddistinto da un mix di verde, nero e marrone ha quasi un secolo. È nato con le uniformi militari durante la Prima Guerra mondiale: veniva disegnato a mano per mimetizzarsi con gli elementi naturali – strategia avviata dall’unità dell’esercito francese dei “camoufleurs” nel 1914. Successivamente, con la Seconda Guerra mondiale, il tessuto, avendo riscosso successo, inizia a essere prodotto industrialmente. La stampa venne subito adottata dal mondo della moda, un esempio è Vera Maxwell e i suoi vestiti sportivi del 1974. John Galliano è colui che ha portato il camouflage nella maison di Dior. Ha descritto l’evoluzione della stampa come ironica: “originariamente disegnata per mimetizzare i soldati e poi per adornare le linee femminili per aumentare l’attrazione del sesso opposto”. Nel 2001 il Worth Global Style Network (WGSN) ha definito il camouflage “il principale trend dell’anno”.

CAMOUFLAGE

ESOTISMO

Il primo decennio del XXI secolo è stato caratterizzato da un gusto orientale, che ha riscosso successo grazie a stilisti come Paul Poiret, che ha tratto ispirazione da tessuti decorativi realizzati in Turchia, Cina e Giappone. Negli anni ‘60 l’aumento dei voli intercontinentali aveva rinnovato il fascino per lo stile oltreoceano fino ad ora poco conosciuto. I caftani dai colori sgargianti di Oscar de la Renta e le stampe di Emilio Pucci hanno trasformato le stampe tradizionali delle culture africane, indiane e giapponesi in “must have” dal carattere esotico per una classe esclusiva.

ESOTISMO

SELF-BRANDING

Una sezione della mostra è dedicata agli anni ‘90, più conosciuti come “l’era della logomania“: brand di lusso come Gucci, Louis Vuitton, Versace e Moschino iniziano a inserire loghi e nomi nei loro disegni trasformandoli così in simboli del consumismo. Ne è un esempio eclatante la collezione di Karl Lagerfeld per Chanel del 1991.

SELF BRANDING

FAST FASHION

Oggigiorno, con aziende come Zara, H&M e Topshop in tutte le più grandi città del mondo, i trend cambiano sempre più velocemente. L’uscita di un nuovo capo durante la settimana della moda può influenzare e determinare i prodotti proposti dai brand low-cost. Sempre più frequenti le collaborazioni speciali con designer di successo. Rodarte per Target e Isabel Marant per H&M sono solo due delle collezioni che hanno visto l’unione di maison francesi affermate con brand rivolti a un pubblico più vasto. Così, la “haute couture” è entrata nelle case di tutti. Trend-ology mette a confronto un vestito di paillette di Rodarte per Target del 2009 e un capo da sfilata della collezione primavera/estate 2010 del brand francese. La differenza di zeri sul cartellino mostra come il mondo della moda sia ancora legato alle differenze di classe e status sociale. Tra gli accessori di lusso, anche La Speedy 30 bag di Louis Vuitton con prezzo di listino $ 3.000 – se oggi è un oggetto familiare per la nostra generazione, magari nel giro di qualche decennio sembrerà assurda. Come il bustino a noi.

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Photo credit: FIT — MCAD Library / Foter / CC BY