Tra Trimestrali e PIL, Occhi su Stress Test e Regno Unito Post-Brexit

Stress-test-orangepeel

In attesa dei risultati degli stress test di stasera, la settimana è stata scandita dalle trimestrali, dalle stime sul PIL del secondo trimestre e (soprattutto) dagli annunci delle banche centrali: la FED ha lasciato invariati i tassi, mentre la BOJ ha aumentato l’acquisto di azioni,  lasciando tuttavia invariato l’ammontare del QE.

Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

  • Banche centrali: la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati e la mediana delle attese dei mercati finanziari converge attualmente su una stretta da un quarto di punto prima di fine anno, che porterebbe i Fed Fund a 0,50-0,75%. La Bank of Japan da parte sua ha deciso di raddoppiare la quota di acquisto di azioni, ma ha mantenuto inalterato l’ammontare complessivo del QE.
  • PIL secondo trimestre: la zona euro cresce in linea con le aspettative (crescita trimestrale +0,3%) ma la Francia rimane in stagnazione. Negli USA, la stima preliminare delude le aspettative (+1,2% annualizzato rispetto al +2,5% atteso). Nel Regno Unito la crescita del PIL (su base annua) batte invece le previsioni: +2,2% contro il +2% del consensus.
  • Spagna e Portogallo evitano le sanzioni della Commissione Europea per deficit eccessivo.
  • Trimestrali: settimana scandita dalla pubblicazione dei conti delle società. Partendo dall’America, le trimestrali di Google, Facebook, Alphabet e Amazon registrano risultati oltre le aspettative. Male invece Twitter. Apple segna un trimestre negativo, ma migliore di quanto preventivato dagli analisti. In Italia positivi i risultati per Snam, Terna, Telecom Italia, FCA, STM, Piaggio e Moncler. Da segnalare lo stop al processo di acqusizione da parte della francese Vivendi verso Mediaset Premium, nonostante gli accordi siglati in aprile.

Mercati

Azionario

Le Borse tengono nonostante i dati poco brillanti sul Pil. A poche ore dai risultati sugli stress test dell’Eba, i mercati europei stanno per chiudere il mese con la migliore performance dallo scorso ottobre 2005. I mercati sembrano aver assorbito tutte le ipotetiche brutte notizie sui finanziari. In Giappone, è in arrivo un stimolo fiscale da 246 miliardi di euro, ma la Banca centrale preferisce aspettare prima finanziare la linea dettata da Abe. Negli Usa, il settore energetico pesa sui conti aggregati dell’indice S&P500, ma ci sono molte aziende che fanno meglio delle attese: Alphabet, Facebook, Amazon.

Obbligazionario

Si interrompe il momentum favorevole dei Paesi Emergenti. I dati poco incoraggianti sul Pil europeo non hanno influenzato la discesa dei tassi. Lo spread col Bund tedesco è fermo a poco più di 128 punti.

Valute & Commodities

Il mercato si aspettava di più dalla Banca centrale giapponese: così dopo l’annuncio sugli stimoli monetari lo yen si è apprezzato. Il tasso di cambio usd/yen è tornato ai livelli di un mese fa. L’aumento delle scorte e l’incertezza sulla domanda globale continuano a pesare sul petrolio, che perde quasi il 20% nell’ultimo mese.

Agenda

Ecco i dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della prossima settimana e la stima del consensus (fonte: Bloomberg).

Regno Unito – Settimana decisiva per il Regno Unito post-Brexit dopo gli ultimi dati rilasciati nelle scorse settimane. La grande attesa è per giovedì quando si pronuncerà la BoE sui tassi. A seguito dell’aggiornamento degli indici PMI (dopo l’ultimo calo a 47,7) rilasciati tra lunedì e mercoledì, il consensus si aspetta un taglio del tasso d’interesse dall’intervallo 0,5%-0,25%, al 0,25%-0%.

Europa – In Europa l’attesa è per gli indici PMI, sia a livello di singoli paesi che di zona Euro, dove il “composite” (comprendente sia il manifatturiero che quello sui servizi) è atteso stabile a 52,9 punti. In Italia è atteso anche l’indicatore sulla produzione industriale, dove l’ultimo dato registrava una contrazione pari allo 0,6%. In Germania è in uscita il dato sugli ordini all’industria (consensus: 0,5%, precedente: 0,0%). In Spagna attenzione invece all’inflazione, dove l’ultimo rilevamento segnava -0,4%.

Da ricordare l’uscita del Bolletino Economico della BCE giovedì e la pubblicazione delle Previsioni Economiche della Commissione Europea venerdì. In Italia l’Istat rilascia la Nota Economica Mensile nella giornata di venerdì.

USA – Settimana ricca di dati per l’economia reale americana. Si parte lunedì con il dato sull’attività manifatturiera, ISM Manufacturing di luglio (atteso: 53) e mercoledì con l’ISM Non-Manufacturing (atteso: 56,5), entrambi visti in solida crescita in scia con l’aumento dello 0,6% della produzione industriale di giungo e dai 256.000 posti di lavoro creati nel settore dei servizi, il massimo da otto mesi. La settimana si conclude con i dati sull’occupazione di luglio: 175.000 unità attese dal dato dei Nonfarm Payrolls (numero di persone che hanno trovato un impiego, ad eccezzione del settore pubblico) e il tasso di disoccupazione, atteso al 4,9%.

Altri appuntamenti importanti in agenda sono il dato relativo al spesa personale, gli ordini all’industria e la bilancia commerciale relativi al mese di giugno.

Giappone – Settimana povera di dati: da segnalare la fiducia dei consumatori di martedì, attesa in calo rispetto a giugno a 40,9 e l’indice PMI – al momento sia quello relativo al settore manifatturiero che quello dei servizi si attesano a 49 punti.

BRICS – Anche dalla Cina attesa per i dati degli indici PMI: le aspettative sul manifatturiero lo vedono in linea con l’ultimo dato disponibile, a 50 punti. In Russia, oltre all’indice PMI (ultimo dato sul manifatturiero a 51,5), atteso anche il dato sull’inflazione, prevista dal consensus al 7,4%, in calo dall’ultimo valore disponibile pari al 7,5%.