Troppi Studenti, Pochi Cadaveri

Il problema principale sembrerebbe essere l'eccessiva domanda. Sì, perché, oltre alle università ed alle esercitazioni chirurgiche i cadaveri servono a moltissimi altri tipi di studi. Cominciando dalla sperimentazione per ricerca farmacologica, fino ai crash test delle automobili. Inoltre, molti di essi vengono utilizzati dalle forze di polizia per esercitare i cani nelle ricerche di vittime e, da ultimo, ma non meno importante, una buona parte della popolazione mondiale è donatrice di organi e quindi devolve il proprio corpo al fine di salvare altre vite, piuttosto che sviluppare gli studi universitari. Ovviamente, a tutta questa domanda, si aggiunge l'aumento esponenziale delle università nei Paesi in via di sviluppo e del numero di studenti in medicina, entrando nello specifico.

A ciò si aggiunga il fatto che, nonostante la “fornitura”, se così si può definire, non si sia arrestata, la pratica della donazione del corpo alle università per fini didattici è quasi inconsistente, oltre al fatto che, in molte culture, il corpo del defunto rimane un tabù, come accade in Cina e nel Medio Oriente. Inoltre, non tutti i cadaveri sono adatti agli studi medici. Infatti, c'è bisogno che i corpi siano quasi intatti, di persone giovani e senza gravi difetti di obesità o dovuti a malattie. Insomma, le motivazioni non mancano per giustificare questa carenza.