Troppo Grandi per Fallire: la Possibile Fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank

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Christine Lagarde l’ha detto chiaramente: “Dopo otto anni dall’inizio della crisi del 2008, più del 25% delle banche è ancora in situazione di difficoltà. Questo comporta rischi per la crescita economica globale”.

Gli attuali tassi bassi e una debole crescita economica stanno costringendo le banche a cambiare il modello di business dell’intero settore. L’istituto che più di ogni altro ha urgenza di reinventarsi è senza dubbio Deutsche Bank. La divisione Investment Bank della banca tedesca è tra le più grandi al mondo, paragonabile per dimensioni a Goldman Sachs, JP Morgan, Bank of America, Citigroup. Il capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem è recentemente tornato sull’argomento dicendo che la banca tedesca e le autorità americane devono trovare una soluzione quanto prima, invitando nel frattempo Deutsche Bank a continuare il proprio processo di rafforzamento e di ristrutturazione. Già nel mese di ottobre dello scorso anno, l’allora capo esecutivo John Cryan aveva annunciato un piano drastico di riduzione del personale e delle spese generali, insieme all’avvio delle trattative per vendere attività non strategiche della banca.

Di quel piano ancora non si sono visti i risultati: la riduzione di circa 10.000 dipendenti non è stata avviata, anzi: i dipendenti sono cresciuti da 98.000 a 101.000; la vendita di PostBank (non strategica per Deutsche Bank) è ferma e si parla di un posticipo al 2019. Tuttavia la cosa importante da segnalare è soprattutto la concessione data dalla Banca Centrale Europea a Deutsche Bank di contabilizzare sin da ora la vendita, in corso da mesi ma non ancora formalizzata, di una quota del valore di circa 4 miliardi di euro a un investitore cinese.

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Sembra un po’ di rivivere la situazione Lehman, quando tutti cercavano di guadagnare tempo in attesa di trovare qualche soluzione a quella che poi è diventata la miccia da cui è divampata la più grave crisi finanziaria di tutti i tempi. I problemi della banca tedesca toccano diversi fronti: un modello di business inadeguato, una tecnologia obsoleta, una ristrutturazione che non parte e non ultimo una classe politica tedesca che si sta preparando alle elezioni del 2017 con una certa insofferenza nel prendere decisioni finanziarie. Le condizioni per una risoluzione della posizione di Deutsche Bank sono difficili.

Tuttavia, “tutti i nodi prima o poi arrivano al pettine” e infatti si vocifera che una possibile soluzione potrebbe essere la fusione di Deutsche Bank con altre banche europee. La più accreditata sembra essere proprio la concorrente Commerzbank, la quale ha già avviato da mesi una politica di ristrutturazione. I colloqui tra le due banche sono iniziati dal mese di agosto, ma ad oggi non si hanno notizie sullo stato di avanzamento del progetto. Rimane sempre da vedere se due debolezze fanno una forza. In ogni caso, il tempo stringe e qualcosa verrà avviato a breve: a partire da quel momento, per il settore bancario europeo si tratterà dell’inizio di una grande ristrutturazione. Anche per le banche è giunta l’ora del cambiamento.