Trump: Riporterò la Apple in America

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Donald Trump, il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, ha recentemente affermato che, durante una telefonata a Tim Cook, CEO della Apple, ha espresso il suo desiderio di convincere la ditta che fu di Steve Jobs a produrre i propri gadget tecnologici su suolo americano.

“Ho detto, ‘Tim, voglio convincere Apple a costruire una grande fabbrica negli Stati Uniti, o molte grandi fabbriche negli Stati Uniti; invece di andare in Cina, di andare in Vietnam, di andare nei posti dove voi andate, farete i vostri prodotti qui” ha raccontato il magnate americano in un’intervista con il New York Times.

Convincere Apple a trasferire buona parte delle sue fabbriche negli Stati Uniti non sarà facile. I lavori di fabbrica, negli Stati Uniti, stanno inesorabilmente scomparendo, e il potenziale per convincere Apple a fabbricare i propri prodotti in America sembra essere scomparso in concomitanza con il loro “trasloco” all’estero. Nel 2011, Steve Jobs disse a Barack Obama che “quei lavori non torneranno”, una frase che anche oggi è spesso ripetuta.

Trump ha criticato Apple riguardo al loro impiego di manodopera cinese per anni. Critiche che sono state uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale. A gennaio, il magnate aveva affermato che avrebbe convinto Apple “a fabbricare i loro dannati computer e le loro cose in questo paese, e non in altri paesi”.

Ovviamente, Donald Trump non può semplicemente desiderare che qualcosa accada per farlo succedere, e le telefonate a Tim Cook non possono cambiare le leggi che dovrebbero essere modificate per rendere le sue proposte più appetibili per una multinazionale come Apple.

Per questo Trump vorrebbe tagliare le tasse alle grandi corporations, ed eliminare alcune delle regole più astruse che questi colossi dell’industria sono costretti a seguire.