“Tutte le Volte che Vuoi”: Armando Perez Racconta il Caso Letterario dell’Anno

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Il Casanova del nostro secolo. La risposta al maschile di “50 sfumature di grigio”.

Il romanzo erotico che ha appassionato Milano e l’Italia. Insomma, se volessimo trovare un giudizio netto o racchiudere lo scrittore Armando Prieto Perez e il suo Tutte le volte che vuoi (Rizzoli Max), la critica e la rete possono essere degli autorevoli supporti. Ambientato in una Milano reale, palpabile, smaccatamente autentica, il libro racconta e vive le avventure erotiche e poetiche di un uomo cubano alla perenne ricerca di sé stesso. E così ritrovandosi davanti all’autore risulta facile accostare lo scrittore e il personaggio. Ma Perez è molto di più. Consulente olistico, pittore, artista ed ora neofita dell’universo letterario, ha utilizzato la scrittura per parlare in parte di sé ed in parte della sua vita fantastica o fantasmagorica, che dir si voglia. Noi di Smartweek lo abbiamo incontrato nel suo laboratorio artistico milanese per svelarci riflessioni e misteri di uno dei casi letterari più discussi delle ultime settimane:

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Luis, Manuela, Eva. Il suo romanzo è un’escalation di personaggi e situazioni. Le posso chiedere quanto c’è di vero o verosimile?

I materiali che utilizzo non sono altro che situazioni, tradizioni o sperimentazioni personali. Non si parla di esattezza ma di ripresa, attinenza con la realtà. Non tutto ciò che racconto è realmente accaduto. I personaggi del romanzo sono tre ma racchiudono caratteri e caratteristiche di molte persone che ho incontrato nella mia vita.

Chi legge il suo romanzo ritrova sicuramente una caratteristica: l’autenticità.

Lavorando per professione sull’olismo, lo strumento che utilizzo è la consapevolezza e quando si lavora con la consapevolezza si genera empatia. Chi mi conosce o chi lavora con me, sa che io lavoro con l’essere umano e la sua sensibilità. Cerco sempre di essere onesto, autentico. Il romanzo infatti parla di emozioni autentiche.

Il sesso e il nudo in Italia sono considerati ancora un tabù?

Il nudismo è bellezza, è piacere. Così come il sesso. Il nudo viene dalla pittura, dall’arte che per prima ho sperimentato. Anche il libro è una ricerca continua del piacere. Io non capisco talvolta ciò che scrivo o ciò che dipingo ma vado avanti per scoprirne il senso.

Qual è stata la reazione del pubblico dopo la pubblicazione?

Qualcuno mi ha scritto dicendomi che il personaggio di Luis è irritante. Qualcun altro ha criticato le scene di sesso perché troppo sommarie. Ma in generale il libro è piaciuto davvero tanto e questo mi fa molto piacere. Ciò che il lettore deve tenere presente è che il materiale usato è ciò che io ho vissuto mentre vivevo la vita senza badare alle conseguenze per ciò che mi succedeva. A Luis interessa vivere il presente. È solo così che riesce a fare delle follie nel libro e a scrivere di tale follia.
Per arrivare ad un risultato letterario simile, ho fatto filologia di me stesso e ho accettato la sfida di trascrivere tutto questo.

Eppure la scrittura erotica contemporanea è spesso tacciata di essere mera pornografia.

La moralità è violenta per natura ed io ho scelto la trasparenza come stile di vita. La moralità è capitalismo, è interesse. Parlare di erotismo in maniera trasparente può mettere in difficoltà il lettore? Io faccio ciò che sento, decidendo di mettere la mia vita in vetrina e di rispondere senza problemi della mia intimità. Non mi sembra di aver fatto niente di male.

Cosa c’è di Cuba, la sua terra natia, in questo libro?

Il senso civico, il modo interpersonale di rapportarsi agli altri e il modo sicuramente non al passo coi tempi di comunicare tra i personaggi.

Nel libro oltre ad esserci molto di lei, c’è anche la sua passione per la letteratura e il cinema. Casanova, Pirandello e qualcosa di Felliniano solo per citarne alcuni.

Casanova l’ho divorato in passato e l’ho riletto parecchie volte nella mia vita. Possiamo dire inoltre che di Pirandello un lettore ritroverà la dualità dei personaggi femminili, che è alla base del racconto. In mezzo alla loro dualità c’è Luis che si dimena con tutto il resto. Fellini infine era molto bravo a scrivere addosso ai personaggi. Mi piacerebbe pensare che anch’io ho compiuto lo stesso percorso letterario con i miei protagonisti.

Ci sono scrittori erotici come Melissa P. o Irene Cao che hanno parlato dell’effetto negativo che la popolarità ha avuto sulle loro vite. Come giudica la grande attenzione che in questo momento si è concentrata su di lei?

L’importante è non credere che stia accadendo tutto questo. La gente non vede me ma vede in me il mio personaggio. Io non ho scritto il libro per il ritorno che ne avrei avuto. Per me è molto vincolante vivere per i soldi. Non rifiuto il ritorno economico ma non ne faccio una ragione di vita. Non credo alle promesse che porta con sé la notorietà. Tutto quello che arriva lo accolgo e me lo godo ma senza indentificarmici.