Tutti Pazzi per Instagram

Instagram

Tre anni e più di 150 milioni di utenti in tutto il mondo: è questo il sorprendente risultato di Instagram. Un’idea vincente, da cui è scaturito un lavoro nato nel 2010 a San Francisco. I fondatori, Kevin Systrom e Mike Krieger, hanno conquistato in pochissimo tempo le vette dei social network.

L’applicazione fotografica per smartphone più popolare del mondo, ha un’idea di base semplice ed efficace: scatti, personalizzi tramite filtri speciali, e condivisioni. Il boom era assicurato. Poteva Mark Zuckerberg, geniale fondatore di Facebook, non interessarsi a un prodotto con tutte le carte in regola per sfondare? Assolutamente no. E infatti nell’aprile del 2012 lo ha acquistato, per la spropositata cifra di 1 miliardo di dollari. Nel giugno 2013, Instagram diventa 4.0, regalando ai propri utenti la possibilità di girare e condividere dei mini video. È di nuovo un successo e le iscrizioni aumentano esponenzialmente.

I numeri parlano chiaro: secondo un’indagine di DigiDay, ogni giorno vengono pubblicate su Instagram 40.000 foto, e ogni secondo vengono registrati circa 8.500 like e più di 1.000 commenti.  La fetta più grande di utenza ha tra i 18 e i 34 anni, e, senza ombra di dubbio, il social ha conquistato più donne che uomini.

Come su Twitter e Facebook, Instagram fa leva sulla voglia di popolarità, confermando la tesi di Andy Warhol sui 15 minuti di celebrità: nel mondo del social tutti possono diventare famosi. Basta avere un’idea vincente. Instagram ha tutti gli ingredienti giusti per naturalizzare, senza promuovere in modo forzato, un prodotto, creando consapevolezza del marchio in modo efficace. Uno dei brand più interessanti da questo punto di vista è RedBull (@redbull), che con 900.000 followers ha trovato la ricetta perfetta: coinvolgere e appassionare gli utenti, condividendo foto e video spettacolari che inneggiano alla vita, alla libertà e all’energia.

Instagram è riuscito a conquistare moltissimi personaggi dello spettacolo, dello sport e persino politici: un account molto discusso è quello di Bashar Al-Assad (@syrianpresidency). Ciò che rende surreale il profilo del presidente siriano è la totale mancanza di riferimenti alla disastrosa situazione politica del suo Paese. Assad e la first lady vengono ritratti in foto accanto agli studenti, al capezzale dei feriti, mentre sorridono ai loro sostenitori. Ciò che la presidenza siriana non può controllare però, è l’intervento dei suoi 40.000 followers, liberissimi di criticare o deridere una promozione dell’immagine di Assad talmente palese da risultare goffa.

Se per moltissimi utenti Instagram rappresenta una fiera delle vanità, uno strumento di marketing, o solo un modo per sbirciare le vite di attori, cantanti e blogger, a 3 anni dalla nascita di quest’applicazione, è necessario riconoscere il ruolo fondamentale di “finestra sul mondo” di questo social, documentando in particolar modo le proteste egiziane della scorsa estate (hashtag #June30).

Che lo si consideri un divertissement, o uno strumento di informazione e conoscenza, la cosa certa è che Instagram ormai ha conquistato le vette dei social network diventando un fenomeno mondiale. E proprio questa consapevolezza ha convinto l’amministratore delegato dell’azienda a rivoluzionare il social, trasformando questa popolarità in fatturato. Nei prossimi mesi, nell’applicazione verranno gradualmente introdotte delle inserzioni pubblicitarie che, a lungo termine, porteranno enormi guadagni all’azienda.

Photo credit: Jason A. Howie / Foter / CC BY