Tutti Pazzi per Sarinski, Intervista a Sara Puccinelli

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Quando le chiedo davanti a un caffè chi è davvero Sarinski e cosa fa, mi dice che la risposta varia in base a chi pone la domanda. ­Imperatore della Papuasia per i suoi seguaci, fashion blogger atipica per chi segue i suoi look su Instagram, web influencer con 25.000 followers su Twitter, opinion leader (ma ridendo mi dice che per lei “fa troppo anni ’80”). Bando alle etichette: Sara Puccinelli è una splendida racconta storie, una comunicatrice carismatica e senza peli sulla lingua, divertente e sarcastica. Amata dal pubblico maschile per il suo fascino, la sua sfacciataggine e la sua ironia, e da quello femminile per i suoi cambi di look, la propensione all’autocritica e la sua schiettezza nel condividere pensieri e commenti. Seguire un dibattito sotto un suo post su Facebook, una foto su Instagram, o un “cinguettio” su Twitter è come partecipare a un grande, divertente e rumoroso pigiama party.

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Sarinski, nasce il 2 novembre del 2009 con il blog “There is a lot of Sarinskiness here”. In poco tempo diventa seguitissima su tutti i social network, in particolar modo Twitter. Che possibilità offre quest’ultimo rispetto ad altri canali come Facebook o Instagram?

Sicuramente Twitter è un social estremamente intelligente, che propone un nuovo tipo di comunicazione. Il botta e risposta tra me e chi mi segue crea un dibattito attivo e divertente. È il social che ti apre più opportunità, è un canale che permette di dare maggiore visibilità rispetto ad altri, soprattutto se nella vita vuoi scrivere.

Quello che più piace di te è sicuramente la capacità di prendere un dettaglio della tua giornata e trasformarlo in un aneddoto “condiviso”: chi ti segue si rispecchia perfettamente in quello che scrivi e non può non commentare. Che rapporto hai con i tuoi 25.000 followers?

Il mio pensiero non va dall’alto verso il basso. Chiedo consigli, pareri, mi piace conoscere l’opinione chi mi segue, spesso su argomenti di cui vorrei sapere di più ma su cui non mi sono fatta ancora un’idea. È una sorta di comunità virtuale, in cui si ride e si riflette, ci si incoraggia e ci si difende. Chi mi segue assiduamente riesce a capire i miei post o i miei tweet, continua le mie frasi, mi cita, anticipa il mio pensiero. Una sinergia e un’intesa totale. Internet è stata l’occasione per conoscere persone simili a me e che probabilmente non avrei mai incontrato prima perché troppo distanti.

Haters gonna hate: chi non capisce Sarinski inevitabilmente la detesta. Spesso il tuo modo di comunicare a volte cinico, sempre diretto e sarcastico, non viene colto e si creano discussioni e incidenti diplomatici. Chi ti segue sa che l’Ape Regina Sarinski non perde un minuto a subire attacchi gratuiti e spesso inconsistenti. Cosa non sopporti del mondo di Internet?

Non tollero la maleducazione, la critica non costruttiva e soprattutto non perdono chi colpisce con cattiveria già dove una persona è già stata autoironica. Per me Internet è e rimane un luogo dove ci si confronta, ma soprattutto ci si diverte e troppo spesso la gente se lo dimentica, prendendosi troppo sul serio.

Possiamo sperare nella realizzazione di un libro nel futuro di Sarinski? L’esperienza del blog e il successo sui social ti ha aperto porte dal punto di vista lavorativo?

Scrivere era il mio obiettivo iniziale. Ma è una cosa che richiede ispirazione e uno sforzo mentale importante, adesso non è il momento. Non è un progetto che ho archiviato, ma solo rimandato. Adesso mi concentro su altro: Twitter mi ha offerto diverse possibilità anche dal punto di vista lavorativo: ho lavorato come content manager l’anno scorso per programmi televisivi come Ballando con le stelle, The voice. Ho provato l’esperienza della radio e non mi dispiacerebbe continuare su questa strada, è un mondo che mi attrae e mi ci vedrei molto bene!