Twitter Sospende gli Account dei Nazionalisti Appartenenti ad Alt-Right

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Twitter ha sospeso diversi account legati ad Alt-Right, gruppo di nazionalisti bianchi che ha apertamente sostenuto e favorito la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi.

Il 15 novembre, stando a quando riportato da USA Today, dai vertici del social è stato ufficialmente dichiarato di voler adottare controlli più meticolosi su tutti gli account, strategia che mira a combattere e prevenire abusi e molestie all’interno della piattaforma. Alla dichiarazione sono seguite le sospensioni.

Tra gli utenti sospesi spicca il nome di Richard Spencer, capo del National Policy Institute, istituto formato da nazionalisti bianchi che, stando a quanto riportato sul loro sito web, dovrebbe essere “dedicato a patrimonio, identità e futuro delle persone con discendenza europea presenti oggi negli Stati Uniti”. Così come l’account di Spencer, sono stati sospesi anche i profili del National Policy Institute, della rivista ad esso legata, Radix Journal, e di altri membri di Alt-Right, tra cui Paul Town, Pax Dickinson, Ricky Vaughn e John Rivers.

In un’intervista rilasciata al The Daily Caller, Spencer ha affermato:

Mentre in un video, postato su YouTube subito dopo la dichiarazione fatta da Twitter, Spencer paragona la pulizia degli account fatta dalla piattaforma alla Notte dei Lunghi Coltelli del 1934, quando Hitler ordinò alle SS e alla Gestapo di assassinare tutti gli oppositori politici.

Twitter non ha risposto alle parole del capo del National Policy Institute, ha solo tenuto a giustificare le sue recenti sospensioni per “motivi di privacy e di sicurezza“.

Il social, negli ultimi mesi, era stato infatti molto criticato: a differenza di altre piattaforme oggi diffuse, Twitter trovava difficoltà nel prevenire e soprattutto nel sopprimere gli abusi tra gli utenti. Tanto che movimenti politici come Alt-Right hanno prosperato e aumentato il loro seguito, nonostante continue fossero le lamentele fatte da altri utenti riguardanti la retorica oscena e piena di odio utilizzata dai nazionalisti.

Le sospensioni e le restrizioni di Twitter sono arrivate subito dopo la controversa decisione di Trump di nominare Steve Bannon come Chief Strategist e Consigliere Speciale all’interno del suo gruppo amministrativo. Bannon, precedentemente presidente del sito d’informazione Breitbart News e direttore della campagna elettorale del tycoon, si è da sempre ritenuto parte di Alt-Right, apertamente razzista, sessista e antisemita. La sua nuova posizione assunta all’interno della Casa Bianca sta sollevando serie preoccupazioni e numerose polemiche.

E di certo Twitter, anche se deciderà di bloccare il suo profilo, non potrà fermare l’influenza che Bannon eserciterà direttamente su Trump e indirettamente sulla popolazione americana intera.