L’Allarme di Ubs: “Un mondo sempre connesso è pericoloso”

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Il sempre migliore e frequente uso della tecnologia e dell’automatizzazione sta trasformando l’economia globale. Ma, così come la connettività tra industrie e paesi aumenta, allo stesso modo il sistema diventa più fragile, la sua impalcatura comincia a vacillare, i suoi schemi a rompersi e le sue certezze a crollare come un castello di sabbia schiacciato da un bagnante poco attento o volutamente distruttivo. Il mondo è soggetto a rischi che possono per sempre mettere in dubbio le basi dell’economia, cioè dell’oikos nomos.

Quando non si sanno più le leggi che regolano questo cosmo, o non si sanno più controllare è li che sorgono i problemi e le minacce. E’ li che si annida il rischio di soccombere per colpa di creauture che l’uomo stesso ha fortemente voluto, supportato, pensato, inventato. Anche gli investimenti, le invenzioni tecnologiche, gli esperimenti, le infrastrutture tutto si può ritorcere contro. Mai lasciare che i robot sostituiscano l’uomo,pena il rischio di perdere il controllo.

L’incredibile avanzamento, di una produzione senza limiti, sempre più dozzinale, automatizzata e a basso costo rende i rischi di terribili attacchi ancora più devastanti.

Più bassi sono i costi più la componente di spazzatura nelle materie prime aumenta, e più bassi sono i costi dei beni finali e dei servizi e più aumentano le connessioni tra persone e compagnie. Tutto questo aumenta il circolo vizioso dei possibili rischi di attacchi devastanti. Questo è esattamente il punto che Ubs ha sottolineato nel suo discorso in occasione dell’incontro annuale al Forum Mondiale di Economia, tenutosi a Davos, in Svizzera. Ubs parla di quarta rivoluzione industriale e dei pericoli ad essa annessi.