Ucraina: Esser Ricchi non Conviene

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L’Ucraina si è sbarazzata di Viktor Yanukovych, ma non di Putin che non ha nessun buon motivo per rinunciare alla propria influenza diretta sul Paese. Quello che sta succedendo in Crimea suona come il preludio di una storia dagli epiloghi imprevedibili. Insomma la partita per il potere ucraino è ancora tutta aperta. Cosa succederà adesso agli oligarchi ucraini, gli uomini potenti che hanno finanziato il leader cacciato, mentre accumulavano enormi ricchezze sotto il suo governo? Cosa accadrà invece a quelli che negli ultimi mesi ne hanno preso le distanze?

L’ago della bilancia è più che mai sospeso e nessuno può sapere da che parte cadrà. Una cosa sola è certa: in questo momento non c’è nessun uomo ucraino che scambierebbe il proprio pane congelato per anche solo una parte degli agi e delle ricchezze degli oligarchi.

L’ira pubblica contro questi magnati ha aiutato ad alimentare le proteste che hanno rovesciato Yanukovych. Infervorata dal recente successo la piazza in tumulto non vede l’ora di affondare le zanne in quello che rimane del vecchio regime. Molti adesso, soprattutto tra i membri della così detta “famiglia” dei parenti del presidente e i suoi fedelissimi, si trovano fra l’uscio e il muro dal momento che potrebbero finire in qualche prigione se non lasciassero il Paese in tempo. Qualcuno potrebbe vedersi improvvisamente sequestrare i propri patrimoni investiti all’estero sotto le ventilate sanzioni europee o americane.

Altri oligarchi potrebbero giocare un importante ruolo per il futuro dell’Ucraina – se non altro per quello che controllano. Sulla base di una stima stilata da Businessweek, in pochi hanno in mano più di un quinto del prodotto nazionale lordo. Ad esempio Rinat Akhmetov: l’uomo più ricco d’Ucraina che si è fatto notare in Europa quando nel 2011 ha comprato l’appartamento più costoso d’Inghilterra per 225 milioni di dollari, detiene una fortuna stimata di 12.9 miliardi di dollari che comprende il dominio di metà della produzione di acciaio, carbone ed elettricità dell’intero Paese. “Lui controlla centinaia di migliaia di impieghi” ed è immensamente popolare nella sua regione, quella di Donetsk nella parte orientale dell’Ucraina, osserva Matthew Rojansky del Wilson Center di Washington. “Lui non andrà da nessuna parte”.