Umberto Eco, 5 Citazioni per Ricordare il Padre della Letteratura Italiana Contemporanea

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Il mondo della letteratura italiana dice addio a uno dei suoi più grandi esponenti contemporanei: Umberto Eco. Il semiologo, filosofo e scrittore nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932, infatti, è morto ieri, 19 febbraio 2016, all’età di 84 anni nella sua casa di Milano, dopo una lunga malattia.

Sua una delle opere italiane più lette e diffuse in tutto il Mondo, “Il nome della rosa”, pubblicato nel 1980 da Bompiani, che ha venduto oltre 50 milioni di copie in trent’anni. Tradotto in oltre 40 lingue, il romanzo è stato inserito nella lista de “I 100 libri del secolo” da Le Monde.

Ma Umberto Eco non è stato solo un grande scrittore di romanzi e saggi. Da sempre attento all’evoluzione dei mass media e della comunicazione, il semiologo piemontese si è sempre mostrato scettico e critico verso il mondo dei Social Network. “Danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E’ l’invasione degli imbecilli”, disse qualche mese fa interpellato sull’argomento.

Parole forti che in molti si sono sentiti in dovere di criticare, pur mantenendo sempre quel rispetto che si deve a chi ha portato la nostra scrittura contemporanea nell’olimpo della letteratura.

Il mondo intero oggi piange un grande uomo e un grande letterato, ma non con il tono malinconico che si riserva di solito a chi ci ha lasciato anzitempo, ma con la triste riconoscenza che si deve a chi ha dedicato la sua vita per arricchire la nostra.
Noi di Smartweek vogliamo ricordarlo così, con queste sue 5 citazioni: