Un Nuovo Modo di Viaggiare: la Rapida Ascesa del Dark Tourism

Trattandosi di luoghi noti per eventi avvenuti quasi due secoli fa, una domanda sorge spontanea: cos’è cambiato da allora?  “Di nuovo – dice Philip Stone, direttore dell’Institute for Dark Tourism Research – c’è che oggi tutto questo viene commercializzato”. Negli ultimi anni, infatti, in un clima di austerità caratterizzato dal crollo vertiginoso dei mercati, tra cui quello del turismo, questa nuova tendenza è stata una delle poche a rialzare il trend del settore, segnando una crescita del 65% annuo negli ultimi quattro anni e diventando una macchina da soldi del valore stimato di circa 263 miliardi di dollari.

La meta preferita da questo particolare tipo di viaggiatori è il Medio Oriente; Siria, Palestina, Iraq e Israele le destinazioni più gettonate per vedere da vicino la guerra. “Gli dico che Al-Qaeda li sta guardando e loro impazziscono”. E’ quanto racconta Kobi Marom, un ex colonnello delle forze di difesa israeliana, oggi in pensione e guida per i turisti che vogliono toccare con mano il conflitto siriano. “Per loro è interessante - continua – possono andare a casa e dire ai loro amici di aver visto la guerra”.

Per capire meglio il fenomeno del Dark Tourism è importante capire chi c’è dietro tutto questo. Uno dei tanti siti a cui rivolgersi per intraprendere un viaggio di questo tipo è Untamed Borders, un’agenzia turistica fondata nel 2006 da James Wilcox e Kausar Hussain. La loro offerta si concretizza in zone ben precise: Pakistan, Afghanistan, India, Caucaso e Somalia. “Cerchiamo di mostrare alla gente la cultura dei paesi che visitano – dice Wilcox – vogliamo evitare i clichè”.