Un Nuovo Ruolo per la Pubblica Amministrazione Italiana: il Coraggio di Osare

pubblica amministrazione

Nel mondo delle imprese, nel mercato competitivo, dove si colloca la Pubblica amministrazione, e con quale ruolo?

Barra di equilibrio, arbitro imparziale o controllore severo delle dinamiche instabili di mercato?

Ce lo siamo chiesto in uno dei tanti eventi che sono stati organizzati durante la quarta edizione nazionale del Salone dell’Innovazione e della Responsabilità Sociale, tenutosi presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano il 4 e il 5 Ottobre 2016.

In totale, settantadue eventi di aggiornamento, confronto, incontro tenuti da Docenti ed esperti professionisti del campo, che hanno condiviso la propria esperienza con il pubblico, hanno avuto luogo presso la prestigiosa Università milanese durante le 48 ore dedicate interamente ai temi della corporate social responsability e della social innovation.

Durante l’evento “Creazione di reti, un ruolo diverso per la PA”, la Pubblica Amministrazione italiana è stata definita una protagonista a fianco, e a sostegno, delle imprese che competono in una realtà economica mutevole e talvolta instabile.

Conoscere il contesto economico e sociale in cui queste ultime operano diventa di cruciale necessità per permettere alla PA di svolgere il ruolo di sostegno a lei assegnato, rivolto a stimolare l’iniziativa privata imprenditoriale e a incentivare all’azione le singole imprese locali e nazionali.

Oggi più che mai, dunque, si  sente la necessità di ridefinire la nozione di “bene comune” da tutelare come interesse primario al fine di comprenderne i fattori cruciali che ne favoriscano la sostenibilità nel tempo.

Nella realtà mutevole, dove la credibilità delle istituzioni pubbliche è messa in discussione e dove il ruolo delle camere di commercio è di fronte ad un ripensamento, sono le persone a fare la differenza: è necessario salvaguardare competenze, motivazioni, valori, professionalità degli impiegati pubblici, farne tesoro e fare che questi siano il fulcro dell’attività pubblica. Premiare il merito e porlo a modello.

Camera di Commercio di Milano: un esempio da seguire

Un esempio di ente pubblico che opera quotidianamente a sostegno delle imprese e a tutela della ricchezza delle idee e dell’innovazione in Italia è la Camera di Commercio di Milano, che mediante attività formative fa da ponte tra il mondo culturale e la realtà commerciale delle imprese.

La presenza radicata della Camera di commercio nel territorio milanese e la vicinanza sensibile nei confronti dei cittadini ha permesso di creare uno spazio affinchè il network tra imprese, cittadini ed enti pubblici sia realizzato a favore dello sviluppo culturale e mantenuto forte nel tempo.

In particolare, oggetto di orgoglio è lo sportello per le sponsorizzazioni di iniziative culturali, accessibile dal sito della Camera e concepito con lo scopo di dare visibilità a progetti culturali emergenti che necessitano di partnership con imprese locali per essere sviluppati e realizzati.

Inoltre, la Camera di Commercio milanese è impegnata nell’organizzazione di frequenti incontri formativi e di networking tra attori culturali e imprese potenzialmente interessate ad investire nel settore; questi momenti di confronto e di scambio di idee sono di fondamentale importanza non solo per promuovere la comunicazione tra cittadini creativi e imprese, ma anche per incentivare l’innovazione nelle modalità di operare e di competere sul mercato delle imprese italiane.

Battersi a sostegno delle idee e a difesa della cultura, che hanno reso il nostro Paese terreno florido di patrimoni dal valore ineguagliabile e infinito, richiede  da parte della Pubblica Amministrazione il coraggio di osare e di accogliere il futuro con entusiasmo affrontando le sfide quotidiane con la flessibilità e richiesta dalla realtà dinamica che la circonda.

Riflettendo sulla sua origine etimologica, il termine “impresa” sottolinea due aspetti cruciali: quello di assumersi un incarico e dunque una responsabilità di realizzare e di sostenere una missione a lungo termine, e l’altra di avere cura e attenzione affinché l’attività di ogni giorno sia un passo avanti verso la realizzazione fattuale di tale “visione”.

Per la Pubblica Amministrazione italiana oggi la forma più alta del coraggio di osare è probabilmente la necessità di assumersi, appunto, delle responsabilità (che siano anche economiche), unita alla capacità di realizzare strategicamente i propri obiettivi nel lungo periodo, mediante la programmazione e l’allocazione efficiente delle risorse di cittadini e donatori; infatti, importante è che la PA si ricordi di essere anch’essa un’impresa, anche se pubblica, nel momento della gestione strumentale di tali risorse.

Declinazione di questo coraggio è, ancora una volta, una potenziale disponibilità della pubblica amministrazione ad un’autocritica finalizzata ad accrescere sempre più la qualità e l’efficacia dei servizi offerti, ad un’umiltà nel rivedere i procedimenti e alla promozione della fiducia e della credibilità nel suo ruolo.

Importante è che la PA si ricordi di essere, anche, un’impresa anche se pubblica, nel momento della gestione strumentale delle risorse, del servizio a supporto e a servizio dello sviluppo di alcuni progetti meritori.

In conclusione, dunque, il coraggio declinato in termini di responsabilità e di autocritica dovrà essere parte sostanziale del ruolo futuro della PA italiana.

Se è vero che sognare è una vocazione, cito Eduardo Hughes Galeano, giornalista, scrittore e saggista uruguaiano: “L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare.”

In  questo momento, l’obiettivo utopico più ambizioso è far sì che le persone abbino di nuovo fiducia nella Pubblica Amministrazione e questa sappia interpretare il contesto economico e sociale in cui viviamo per programmare nel lungo periodo la sua attività.

 

Roberta Fasanelli