Università, PowerPoint Danneggia Gravemente l’Apprendimento

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Entrare all’università cambia tutto: nuovi professori, nuovi ritmi e un metodo didattico molto diverso rispetto alla scuola superiore.

Chi ha fatto esperienza delle aule accademiche sa che tra le abitudini preferite dai docenti c’è l’uso sconsiderato di PowerPoint. Ogni lezione, presentazione, dibattito è cadenzato dal ritmo monotono delle slide.

Tuttavia, da un sondaggio condotto da Business Insider su 105 classi di ingegneria informatica è emerso che PowerPoint dovrebbe essere abolito definitivamente perché rende i professori noiosi e gli studenti stupidi.

Infatti, dalle ricerche sul campo si evince che l’eccessivo affidamento da parte dei professori nei confronti delle slide abbia insidiato una strana convinzione: leggere i libri assegnati, partecipare alle lezioni, prendere appunti e fare i compiti assegnati è irragionevole. Nonostante PowerPoint sia indubbiamente preferito rispetto ai lucidi, questo non è sinonimo di un apprendimento efficace. Le ricerche, infatti, confermano che le slide sono dannose per l’educazione per tre principali motivi.

In primo luogo, PowerPoint disincentiva il pensiero complesso. Gli elenchi puntati, gli slogan e le tabelle estremamente semplificate non incoraggiano gli studenti ad analizzare situazioni complesse in ogni sfaccettatura perché le slide danno loro l’illusione di aver compreso a pieno il contenuto della lezione.

In secondo luogo, gli universitari traducono automaticamente un corso strutturato attraverso le slide in un insieme di presentazioni di PowerPoint. Perciò se un insegnante esce da questo schema viene accusato di essere poco chiaro e troppo complicato da comprendere. Oppure se un professore evita di inserire gli amati elenchi puntati viene criticato per aver fornito delle dispense inappropriate al corso.

studenteInfine, PowerPoint ha creato delle abitudini nocive. Ogni studente si aspetta di trovare nel proprio set di slide ogni informazione vitale al completamento del corso. Questo va contro ogni aspettativa di apprendimento, che si consegue primariamente attraverso la ricerca delle informazioni e la loro memorizzazione e non attraverso un semplice gesto di amanuense.

Contrariamente a queste evidenze empiriche, PowerPoint si è diffuso a macchia d’olio in ogni aula universitaria. Purtroppo però le istituzioni accademiche ignorano questo messaggio sempre più lampante perché misurano l’efficacia del loro servizio non tanto con un indice di apprendimento quanto con la soddisfazione dei propri studenti.

Se si va ad analizzare il grado di apprendimento degli studenti che basano il loro studio sulle slide, emerge che un terzo degli studenti americani che frequentano un corso di laurea non dimostra un significativo incremento delle conoscenze al conseguimento del titolo. I ricercatori statunitensi si sono serviti del Collegiate Learning Assessment, un indice che misura ogni grado di miglioramento delle capacità richieste a uno studente universitario. Esso è un ottimo strumento per compiere delle valutazioni rigorose dei vari metodi d’insegnamento, la maggior parte dei quali ha un ottimo legame con l’apprendimento e un pessimo rapporto con il grado di soddisfazione degli studenti.

C’è da chiedersi se per le università sia diventato più importante soddisfare i propri studenti, più considerati come clienti di un servizio che come futura forza lavoro, oppure misurare ciò per cui sono nate, l’insegnamento. Fino a quando questo dilemma non sarà risolto, è molto probabile che PowerPoint continui a creare studenti e professori pigri e dal pensiero estremamente semplificato.