Uno Studio Scientifico ha già Previsto Quale Sarà il Risultato del Referendum sulla Brexit

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Oggi la Gran Bretagna è il sorvegliato speciale. Come la Grecia nell’estate del 2015. Il referendum in svolgimento dalle 7 di questa mattina nel Regno Unito sulla permanenza nella Unione Europea tiene tutti col fiato sospeso. L’esito, stando agli ultimi sondaggi, è incerto anche se le opinioni degli istituti demoscopici rilasciati oggi a voto in corso dà i Remain in vantaggio sui Leave (51 a 49).

 

Le opinioni dei vari istituti riflettono l’andamento dei mercati. E la risposta sull’esito del referendum sulla Brexit potrebbe essere già scritta leggendo i dati finanziari. A confermare questa ipotesi è anche uno studio scientifico del Dipartimento di Fisica della Statale che anticipa i possibili scenari di esito del referendum.

Lo studio

Un gruppo di ricercatori dell’ateneo milanese ha utilizzato un modello statistico ispirato a transizioni di fase e fenomeni critici in modelli gerarchici di agenti (chiamato Johansen-Ledoit-Sornette) per analizzare vari titoli finanziari e verificarne la sensibilità ai risultati del referendum oggi in svolgimento nel Regno Unito. Tale modello è stato potenziato sviluppando una metodologia di calibrazione basata su metodi di ottimizzazione robusti, i cosiddetti Algoritmi Genetici, ed ha richiesto l’utilizzo di risorse di Calcolo Parallelo del Dipartimento di Fisica.

Il risultato

Lo studio suggerisce che i mercati azionari e valutari non mostrano segnali di bolle finanziarie e di possibili crash in attesa dei risultati del referendum. I mercati dei tassi di interesse interbancari ed obbligazionari mostrano invece segnali di instabilità che potrebbero portare ad un brusca diminuzione del rischio di credito e liquidità. Il risultato complessivo di tali evidenze sembrerebbe consistente con uno scenario Bremain, in cui gli operatori del mercato si attendono che il Regno Unito voterà in maggioranza per rimanere nell’Unione Europea.

L’esito dello studio della Statale sembra trovare conferma anche da altri dati: quelli relativi ai tassi di cambio tra sterlina ed euro. Il 13 giugno la valuta inglese toccò il valore più basso allorchè uscirono sondaggi che davano i Leave in vantaggio sui Remain. Da allora il tasso di cambio è tornato ad alzarsi raggiungendo quote simili a quelle antecedenti il 30 maggio. Inoltre alcuni analisti politici parlano di  punti in comune tra il referendum sulla Brexit e il referendum greco del 2015. Anche allora i dati finanziari davano in vantaggio la corrente europeista.