Uruguay: Marijuana Esentasse per Eliminare il ‘Mercato Nero’

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A conferma del ruolo che tale provvedimento andrà a svolgere, l’Uruguay esenterà la produzione e la vendita di marijuana dalle tasse governative, in modo da assicurare che i prezzi rimangano sufficientemente bassi da sconfiggere la concorrenza del mercato nero Paraguaiano.

Il Congresso, con l’intento di strappare l’attività alla criminalità organizzata, ha approvato la legge che permette la coltivazione e la vendita di marijuana già da Dicembre, rendendo l’Uruguay il primo paese al mondo ad aver implementato questo tipo di politica. “L’obiettivo principale non è la riscossione delle imposte. Tutto deve essere orientato all’erosione del mercato nero.” ha aggiunto Felix Abadi, colui che sta sviluppando la struttura fiscale per sostenere la vendita della marijuana in Uruguay. “Quindi dobbiamo fare in modo che il prezzo sia basso” ha aggiunto.

Coerentemente con le ultime dichiarazioni del Presidente Mujica, per cui “l’Uruguay non diventerà il paese del fumo libero“, nelle prossime settimane saranno messe all’asta fino a sei licenze per la produzione autorizzata della cannabis. Inoltre il governo uruguaiano sta attualmente considerando l’idea di militarizzare i siti di produzione per evitare qualsiasi genere di traffico illegale del raccolto.

Quindi, “mentre tabacco e alcolici continueranno ad essere tassati pesantemente, in Uruguay il commercio ufficiale di marijuana opererà praticamente esentasse” prosegue Abadi. L’Uruguay non necessiterà di un decreto ufficiale del governo o di una legge emanata dal parlamento per esentare dalle tasse la marijuana. Il Presidente José Mujica ha recentemente firmato un decreto che include questa clausola per la nuova politica di legalizzazione, assicurando agli uruguaiani l’acquisto di almeno 10 grammi di marijuana a settimana in farmacia per un prezzo che potrà variare tra 0,85 e 1 dollaro al grammo. Un prezzo quest’ultimo che, secondo le analisi del governo uruguaiano, dovrebbe sbaragliare la concorrenza del mercato nero.

In questo modo un paese prevalentemente rurale di 3,3 milioni di persone, si ritrova sotto i riflettori della stampa internazionale per la legge sulla marijuana sostenuta da Mujica, un ex guerrigliero di stampo Marxista di settantotto anni, il cui stile di vita frugale ed il pensiero progressista lo hanno reso un beniamino dei media esteri. L’Uruguay, con queste politiche innovative, si è spinto oltre paesi come l’Argentina e la Spagna, in cui è stato depenalizzato il possesso, o come l’Olanda, che tollera la vendita di marijuana, o gli stati americani di Washington e Colorado, in cui è stata legalizzata la vendita licenziata, ma è stata anche imposta una tassazione molto pesante.

In un momento in cui la la guerra alla droga proclamata dal “buon vecchio” Zio Sam continua a ricevere un numero crescente di critiche, l’esperimento uruguaiano, è anche il soggetto di un accurato monitoraggio da parte degli altri paesi Latinoamericani. Sicuramente un successo di tale politica in Uruguay, potrebbe alimentare lo slancio per la legalizzazione in altri paesi. Anche se non tutti possono aver il coraggio e la creatività di “Pepe”.