Videogenesi di un Territorio: la Sardegna Cosmopolita di Daniele Arca

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Il film della vita, a sentir lui, lo deve ancora realizzare. Intanto, soffermandosi sulle sue opere, è possibile scorgere un grande talento, un occhio da cineasta e un sicuro avvenire. Se a tutto questo, si aggiunge il fatto che Daniele è un autodidatta fiero e convinto e che è cresciuto e si è formato in uno degli scenari artistici più affascinanti del nostro paese, il sud della Sardegna, il mix di elementi positivi è presto fatto. La Sardegna raccontata da Daniele Arca è fresca, nuova, metropolitana, se vogliamo cosmopolita. E la sua originalità è insita nel fatto che è una Sardegna che esiste ma che spesso nessuno racconta per lasciare spazio ad una realtà ingiustamente falcidiata dalla piaga del lavoro e della povertà. C’è però, fortunatamente, un’altra Sardegna, e soprattutto una Cagliari che sperimenta, attraverso l’arte, il cinema, sempre più in ascesa e soprattutto la musica.

Daniele, da dove è nata l’idea di intraprendere la carriera di videomaker?

Dalla mia passione per il cinema. Stregato da Otto e ½ di Federico Fellini, ho capito che la mia strada si sarebbe incrociata con quella dell’immagine. Ho iniziato a frequentare le rassegne cinematografiche e successivamente ad acquistare le prime videocamere per realizzare i primi video. Ho cominciato a lavorare con alcuni amici nella stesura di video musicali, curando il concept, la sceneggiatura e la direzione artistica.