Il Vulcano dalla Lava Blu

kawahijen

Il vulcano indonesiano Kawah Ijen, ad est di Giava, erutta lava rosso intenso di giorno, mentre di notte cambia colore e diventa blu fosforescente, con tanto di fiamme altissime. Ciò è dovuto all’alta quantità di zolfo presente sia nella composizione della lava stessa che all’esterno.

Questo avviene perché il vulcano emette, insieme alla lava, anche esalazioni di zolfo a oltre 500 °C. A contatto con l’aria, il gas brucia formando delle fiamme di colore blu che si alzano fino a 4 metri. Parte del gas condensa in zolfo liquido che cola lungo le pareti del vulcano dando origine a questo insolito spettacolo.

A cause di queste esalazioni di zolfo, 200 minatori lavorano nei pressi del Kawah Ijen, estraendo 14 tonnellate di zolfo al giorno con un metodo molto particolare: i gas vulcanici percorrono una serie di tubi di ceramica sino a quando non si condensano, diventando liquidi e quindi solidi.

Lo zolfo viene quindi tagliato in blocchi e consegnato dai minatori a una vicina raffineria di zucchero; i minatori percorrono la strada dal vulcano alla raffineria, trasportando lo zolfo solidificato in ceste, due volte al giorno, e più i blocchi di zolfo sono pesanti, più vengono pagati: in media, il loro stipendio è di 13 dollari al giorno.


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I minatori lavorano in condizioni difficili e precarie, e molti di loro soffrono di disturbi respiratori a causa delle esalazioni del Kawah Ijen.

La loro esperienza lavorativa è stata la protagonista di un documentario austro-tedesco filmato nel 2005, Workingman’s Death, insieme a molte altre esperienze di lavoro duro e, a volte, potenzialmente letale.

In Italia, le miniere di zolfo più produttive sono storicamente state quelle della Sicilia: verso la fine del XIX secolo, nell’isola erano attive più di 700 miniere, nelle quali lavoravano oltre 30.000 persone, in condizioni spesso disumane: non a caso, i lavoratori delle miniere di zolfo furono tra coloro che costituirono i Fasci Siciliani dei Lavoratori, un’organizzazione di stampo democratico e socialista che si fece portatrice delle richieste dei lavoratori: l’innalzamento dell’età minima per lavorare a 14 anni, la diminuzione dell’orario di lavoro e il salario minimo.

Nel 1894, il governo Crispi decise di reprimere il movimento nel sangue, con esecuzioni sommarie e arresti di massa.