Watson, Verso la Nuova Era del Cognitive Computing

Thomas J Watson

Think”.  Era il 1911 e questa parola fu scritta da Thomas J. Watson, durante una riunione negli uffici della National Cash Register (NCR).

Nel 1914, Watson divenne capo della Computing Tabulating Recording (CTR). Quella che fu poi chiamata, nel 1924, International Business Machine, meglio nota come IBM. Il colosso IBM. Watson cambiò società ma adottò sempre lo stesso motto: “Think”. La CTR vantava già 1.300 impiegati nel 1914. Quando Watson morì, nel 1952, i dipendenti erano 72.500. Oggi, sono più di 400.000. “Think” dunque. Pensare. Riflettere.

Nel 2006, nei laboratori di IBM, un team selezionato ha iniziato a sviluppare un nuovo supercomputer. L’obiettivo? Creare un’intelligenza artificiale capace di gestire una grande quantità di dati non strutturati. Capace, dunque, di “pensare”. O quantomeno di andarci molto vicino. Perché Watson, così lo hanno ribattezzato – è in grado di rispondere con precisione e sicurezza alle domande formulate con il linguaggio naturale. Gestire ed interpretare i dati, enormi quantità di dati e prima ancora, capire la lingua parlata.