Will.i.Am e Pharrel Williams: il Sampling e i Ladri di Canzoni

Spike TV Presents the 2003 GQ Men of the Year Awards - Rehearsals

Nella musica spesso capita di imbattersi in qualcosa di già sentito, un riciclaggio, alle volte anche involontario, di sonorità passate. I Daft Punk ad esempio, hanno costruito il loro successo e creato un genere musicale estraendo piccole parti di canzoni degli Anni 70/80. La novità assoluta è una creatura veramente rara e spesso viene confusa con qualcosa che in realtà esisteva già da tempo: il Sampling, ovvero estrapolare una porzione di canzoni esistenti, per modificarne la tonalità e costruirci attorno un’altra canzone è una tecnica di produzione musicale da sempre utilizzata soprattutto nella musica hip hop ma da tempo estesa ad ogni genere.

Al minuto 3:22 di questo video viene ricreato uno dei più famosi sampling della storia.

Non sempre la cosa riesce bene. Il Copyright infringement è sempre dietro l’angolo e come accade nelle più spietate battaglie di brevetti tra aziende può essere un terreno complicato su cui camminare se non si sta attenti. L’esempio più clamoroso è stato quello di Will.i.am, famoso tuttofare dei Black Eyed Peas. Da un po’ di tempo, Will si è appioppato la nomea di ladro di canzoni. L’anno scorso infatti è uscito il suo quarto album da solista e per comporre una delle tracce ha estrapolato parte di un brano di musica elettronica, pubblicato qualche anno prima da una delle etichette piu’ importanti della scena (Anjunabeats) incollandolo nella sua canzone un altro brano senza chiedere alcun diritto del caso. Inutile dire che si è scatenata una rivolta. Il webmagazine specializzato Dancing Astronaut ha seguito tutta la vicenda.

La questione del “riciclaggio” ovviamente non riguarda solamente la tecnica del sampling. Da gennaio 2014, il figlio di Marvin Gaye sta portando avanti una battaglia contro Robin Thicke, Pharrell Williams in merito al tormentone, vincitore di un Grammy, Blurred Lines. La canzone infatti richiama in maniera abbastanza esplicita il brano di Marvin Gaye, Got to give it up.
Gaye ha recentemente presentato in corte due esperti musicologi che hanno trovato otto sostanziali similarità tra le canzoni, tra cui la melodia distintiva della parte vocale, gli hooks (Heyheyhey), la melodia del basso e delle tastiere e l’uso delle percussioni. Ascoltando entrambe le versioni e’ effettivamente difficile non accorgersi delle similarità.

Ci sono diversi casi in cui artisti affermati, spesso a corto di creatività, sfruttano sonorità che veleggiano nel mondo underground o di nicchia. L’ultimo esempio riguarda Bruno Mars la cui canzone Treasure è chiaramente ispirata dalla hit Baby I’m Yours del comunque già affermato Breakbot.

Il confine tra plagio e innocente ispirazione può essere, in alcuni casi, davvero sottile. Non sempre va visto come un inganno, ma a scanso di equivoci, ora che tutto è alla portata di chiunque, sarebbe giusto dar sempre credito alla fonte dell’ispirazione.