World Cup 2014: Goldman Sachs ci Ripensa e dice Brasile, Olanda e Argentina

Goldman Sachs

E’ tempo di ottavi di finale in Brasile e l’aria di freschezza portata dal passaggio del turno di alcune outsider come Algeria, Cile o Costa Rica e la delusione di alcune big, come Italia o Spagna, ha spinto gli analisti di Goldman Sachs a rivedere e aggiornare i propri pronostici sull’andamento del tabellone. L’analisi statistica, fondata su una disamina di 14 mila partite internazionali giocate dal 1960 ad oggi, vede alcune previsioni ribaltarsi dopo l’approdo alla fase ad eliminazione diretta.

La gran favorita, un po’ per la storia e un po’ per il fattore campo, resta il Brasile, che perde terreno in fatto di percentuali (passando dal 48,5% al 42,6%), ma che riesce ancora a gestire un corposo vantaggio nei confronti delle inseguitrici. Per la corsa al secondo gradino del podio, l’Argentina viene scalzata dall’Olanda, che con il passaggio della fase a gironi triplica le probabilità di successo, trasformando il 5,6 % iniziale in un 17,7%. Il sorpasso degli Orange relega così la Selecciòn Albiceleste al terzo posto, nonostante un incremento di percentuali di vittoria del 2,2%.

Medaglia di legno, invece, per la Germania. I tedeschi, vittime illustri della scalata dell’Olanda, si dovranno accontentare di un posto ai piedi del podio.

Grafico 1

Discorso tutt’altro che chiuso per quanto riguarda le sorprese di questo mondiale. Considerando che Spagna e Italia non hanno superato l’ostacolo della fase a gironi, nonostante percentuali di vittoria rispettivamente del 9,8% e dell’1,5%, risulta essere ancora più sorprendente il cammino di quelle che venivano in principio definite outsider e che ora vengono considerate vere e proprie mine vaganti, pronte a ribaltare i pronostici e rendersi protagoniste sulla scena calcistica mondiale. E’ questo il caso di Algeria, Cile e Costa Rica, le cui percentuali di vittoria sono state inizialmente racchiuse tra lo 0-0,5%, ma che Goldman Sachs ha pensato bene di tenere maggiormente in considerazione.

Perché si sa, oltre al buon calcio e al bel gioco, l’imprevedibilità è quello che più ci piace dei Mondiali.