Yadnya Kasada, Rito Nel Cratere Di Un Vulcano

Yadnya Kasada

Anche se può sembrare strano, in una remota regione del mondo, le persone per prevenire infortuni e curare malattie, anziché affidarsi ai servizi sanitari e medici, preferiscono gettare nella bocca di un vulcano attivo i propri averi per ingraziarsi le divinità. Succede realmente in Indonesia, nella parte orientale dell’isola di Giava, la tredicesima configurazione insulare più estesa del mondo e la più popolosa.

Vulcano Bromo

I Tengger sono una delle 300 minoranze etniche native dell’Indonesia, discendenti degli abitanti del regno di Majapahit, fondato nel XIV secolo. Questo gruppo etnico relativamente isolato, contraddistinto da proprie peculiarità culturali sviluppate nel corso dei secoli, popola i dintorni del vulcano Bromo (2392 metri d’altitudine), il quale si trova all’interno del Parco nazionale di Bromo Tengger Semeru.

Yadnya Kasada

La religione professata dai Tengger è un misto di induismo, buddismo e animismo. Ogni anno, il 14esimo giorno del mese di Kasada – calcolato con il calendario lunare induista – si tiene la festa di Yadnya Kasada. Durante la festa – che risale al XV secolo e dura un mese – i fedeli scalano il vulcano Bromo e compiono un rituale antichissimo e sacro, gettando nel cratere frutta, fiori, soldi, ortaggi e animali, nella speranza di ingraziarsi e placare l’ira gli dei.

Yadnya Kasada

Il “sacrificio” propiziatorio alle divinità Huang Widi Wasa e Mahadeva comprende oggetti preziosi nella concezione locale. I Tengger sono prevalentemente agricoltori e pastori nomadi, quindi offrono al vulcano prodotti della terra oppure capi di bestiame.

Yadnya Kasada

I fedeli pregano sull’orlo del cratere prima di gettare le loro offerte. Molti Tenggererse però, anziché lanciare i loro averi, preferiscono entrare nel vulcano, per cercare di raccogliere ciò che viene gettato dall’alto.

Yadnya Kasada

La raccolta di quanto viene lanciato nel vulcano non è motivata dal valore economico delle offerte, ma dalla credenza che tutto ciò che si raccoglie porti fortuna nel corso dell’anno. Chi si avventura all’interno del vulcano è dotato di retini e si copre il volto con delle maschere e dei panni per proteggersi dai vapori di zolfo e altri gas.

Yadnya Kasada

La celebrazione di Yadnya Kasada ha origini antiche che si ispirano ad avvenimenti del XV secolo: secondo la leggenda, la principessa Roro Anteng, figlia del re Majapahit, e Joko Seger erano i regnanti della regione Tengger, sposati da anni ma senza riuscire ad avere figli. Spinti dalla disperazione, decisero di salire sul Monte Bromo, per pregare e chiedere aiuto. Il dio della montagna, commosso dalla fede della coppia, decise di esordire loro desiderio, concedendo loro di avere numerosi figli, ad una condizione, quella di sacrificare l’ultimo, gettandolo nel cratere del vulcano.

Yadnya Kasada

Dopo aver partorito 25 figli, arrivò al momento di onorare il pegno nei confronti della divinità. I regnanti si videro costretti a mantenere la promessa per non suscitare l’ira di Mahadeva e il 25esimo figlio, Kesuma, fu quindi gettato nel vulcano. Da allora i popoli iniziarono a celebrare questa festa, tradizione arrivata fino ai giorni nostri.

Fonte: The Guardian